L’Italia non è un paese per giovani

L’ Italia non è un paese per giovani. Penso che i motivi che mi spingono a fare parte della redazione di un giornale come questo possano essere riassunti in questa frase. Mi ritrovo spesso a pensare di vivere in un paese gerontocratico, governato da persone vecchie che dicono cose vecchie, in cui più si va avanti e meno spazio per i giovani si trova; un paese lanciato ai cento all’ora verso l’egemonia del pensiero unico, in cui la pluralità d’opinione è sotto assedio.

Ma la cosa che più mi rattrista e fa incazzare è vedere che, spesso, di questo la gente italiana non si cura; nello specifico è gran parte della popolazione sotto i trent’anni a non curarsene, forse addirittura la maggioranza. Non se ne cura, o forse, più semplicemente, non ritiene che esista alcun pericolo concreto nel nostro paese per la libertà e per la diversità di pensiero.

E’ questo ciò che vedo quando mi guardo intorno.

A mio avviso, l’esistenza in Italia di realtà come queste – giornali, ma anche siti internet, stazioni radio – gestite da giovani è fondamentale, importantissima, e farne parte è appagante.

L’intenzione deve essere quella di aprire menti e cuori, di fare circolare idee nuove, di ridare il giusto valore a quelle vecchie se meritevoli, di incuriosire, di spingere i lettori a vedere le cose in modo differente da come vengono proposte dalla maggioranza dei media nazionali, di essere da megafono a chi ci legge, a quelli che la pensano come noi e a quelli che la pensano in maniera diametralmente opposta.

La speranza è di riuscire a farlo bene e in modo originale.

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