05.2009 – PAPA NERO

Cielo dell’Africa, 17 marzo 2009. Un viaggio storico per papa Ratzinger, la prima volta nel continente nero, per portare la sua vicinanza a milioni di persone sofferenti. In aereo il pontefice conversa con i giornalisti “L’Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi che al contrario aumentano il problema.”.

Un’uscita controversa questa. Milioni di persone afflitte da una piaga, quella del virus mortale dell’HIV, a cui si è sempre indicata come soluzione la prevenzione. Prevenzione che viene fatta usando appunto il profilattico, uno dei sistemi più economici, versatili e sicuri. Le campagne di sensibilizzazione sull’uso del condom non si contano, così come le varie associazioni che ne avvalorano l’importanza.

In pochi minuti Ratzinger annulla anni di sforzi. In pochi minuti, la soluzione diventa problema. E ora, quale futuro per un continente in cui esistono stati (come Botswana e Zimbabwe)  dove più del 30% della popolazione è affetta da AIDS?

L’Africa però non può sentirlo. Esiste infatti una forma di disuguaglianza a livello globale che colpisce i paesi in via di sviluppo nota come digital divide. Sinteticamente, il divario digitale è la possibilità o meno di acceso che un gruppo sociale o una regione possiede rispetto alle nuove tecnologie (internet ma anche media tradizionali come televisione e radio) e alle informazioni che vi circolano.

La quasi totalità della popolazione africana non è a conoscenza del pensiero del Papa proprio

perché esclusa dall’accesso alle tecnologie di comunicazione.

Ratzinger ha parlato al popolo africano ma il popolo africano non c’era.

In realtà il messaggio è arrivato al destinatario al quale mirava. E lo si capisce bene quando Ratzinger aggiunge “La soluzione [al problema del preservativo] può essere solo duplice: la prima, un’umanizzazione della sessualità cioè un rinnovamento spirituale e umano che porta con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro. La seconda, una vera amicizia soprattutto con le persone sofferenti, una disponibilità anche con sacrifici e con rinunce personali per stare con i sofferenti.”

Il Papa parla a noi. I giornali di tutto il mondo riportano la notizia, la fanno circolare, amplificata dai telegiornali e da internet. Un monito per una società dissennata che sta distruggendo i pilastri fondamentali di una dottrina millenaria. Come l’atto sessuale unicamente concepito come atto procreativo, non come piacere affettivo e corporeo. Fate sesso, ma solo con la persona giusta, con la quale passerete la vita e con la sola con cui avrete figli. E se l’ AIDS continuerà a mietere orrendamente le sue vittime, la carità verso i sofferenti ci salverà.

Il viaggio del papa è finito ancor prima di cominciare: il suo pensiero non ha mai lasciato la balconata di Piazza San Pietro. L’Africa intanto lo attende ignara a braccia aperte.

Le dichiarazioni del papa on line in“La Repubblica” e “Panorama”.

Le statistiche 2005 sulla diffusione dell’ HIV alla voce AIDS di Wikipedia.

Sul digital divide, L. Sartori, Il divario digitale. Internet e le nuove disuguaglianze sociali.

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