06.2009 – IN VIAGGIO A PRAGA

In viaggio a Praha

Qui Praga.

La capitale della Repubblica Ceca che si affaccia al nuovo millennio si è lasciata completamente alle spalle i quarant’anni di dittatura comunista. I pavè dei suoi vicoli splendono tra gli edifici del centro tutti in stile art nouveau. Solo un forzuto operaio fa capolino dalla vecchia stazione della polizia e ricorda il socialismo reale.

Il centro è tutto lì: condensato e facile da godere, grazie agli efficienti mezzi pubblici. Si ha ancora negli occhi Piazza della Repubblica e la Torre delle Polveri che già Staromestskè namesti si apre davanti con il suo orologio astronomico e la chiesa di Tyn. Il liberty spinge fino al Charles Bridge dove le note dei suonatori cechi trasportano alla chiesa di Sant Nicolaus e più su al Castello di Praga con la maestosa cattedrale di S. Vito. E poi ancora il vecchio ghetto ebraico, con il suo cimitero dove le tombe si ammassano le une sulle altre fin dal 1400, la casa della ballerina attorcigliata su se stessa e il complesso di Klementinum con la sua imperdibile biblioteca barocca.

Le ombre della città sono poche. E’ sconsigliabile lasciarsi ammaliare dai marinai di Krizovnickè namesti, così come dal monastero di Strahov e da piazza Venceslao, un viale trafficato che ha abbandonato ormai la lotta.

Praga è anche birra. Nera.

La Montmartre della Boemia è attorno a via Kremencova e al Teatro Nazionale. In questo dedalo di calli si trovano molti dei pub più vecchi della città tra cui il famosissimo U Fleku, che è lì dal 1499. Sull’altra sponda il Klub Ujezd offre ben altro stile. La porta d’ingresso è seminascosta, il locale piccolissimo su tre piani è moto frequentato, c’è ferro battuto dovunque e un’iguana corre sopra le teste degli avventori. Qui si possono assaporare i proFumi della terra locale. Cani di grossa taglia senza padrone permessi.

Spostandosi verso il castello c’è un grazioso locale jazz, il Blue Light, vagamente underground, senza intonaco alle pareti e pieno di segnacci e graffiti, dove James Brown fa l’occhiolino a Churchill. Se la passeggiata conduce al castello si passa sicuramente per via Uzov. Il numero 6 è il momento giusto per una sosta. Qui Praha e estero convivono bevendo bionda a 26 corone (due euro più o meno). Nel localino fumoso si trovano quadri e sculture dell’artista Vakub Krevci’.

Non so se questa è una città magica. Ma può capitare di essere attirati in un piccolo localino da una ragazza biondissima che si scorge dal vetro, sedersi davanti a un tavolino e scoprire che il cassetto di questa scrivania ti consiglia come prendere il caffè.

Qui Praha.

Torre di Praga

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