06.2009 – Il Jokey

NUMEROQUATTRO-giugno

Una nuova figura del panorama artistico.

Davanti all’affinamento globale per una fruizione universale dell’universo dell’arte: la figura del jokey, esistente come mezzo di proposizionamento del fenomeno artistico.

Acquisisce realtà di fatto quando partecipa di un ambito.

Il jokey non è un artista, né un critico; meramente pone all’attenzione prodotti dell’arte.

Nella musica e nel video questi ha valenza indiscussa come programmatore d’eventi, che la “scaletta” musicale di una radio o il palinsesto di una rassegna abbiano senso, lo si deve al jokey, il quale per niente ha collaborato nella produzione, ma ricopre ruolo qualitativo, evocativo, per questo sublime, nell’ambiguità di una posizione che a tratti sembra marginale, tecnica, a tratti demiurgico per la catalizzazione di spirito.

Eppure il suo operato è più libero e magistrale quando lavora in maniera ufficiosa, quando non è riconosciuto e pagato da un ente, il quale ha a che fare con un’economia fittissima di diritti che si viene a sovrapporre nella sua organizzazione, nel ritmo della scaletta per le possibilità di stile e valenza a disposizione.

Egli rappresenta le sinapsi che maturano nel fluire di certe dinamiche concettuali, egli lavora contro il caduco della realtà, egli collabora al crearsi, espandersi o alla censura di frequenze di idee e emozioni nella temporalità degli eventi.


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