11.2009 – CRISTO NON INSEGNA

di Pierpaolo Salino

4 Novembre. Ci vuole una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo per far rimuovere il crocifisso dalle aule della scuola italiana. All’unanimità i sette giudici chiamati a esprimersi sulla questione, ritengono che il crocifisso violi la libertà religiosa degli alunni. Più specificatamente, la Corte dei diritti dell’uomo – che presiede all’applicazione della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo fin dal 1953 – giudica che “La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche, potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso, che avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione”. La Corte “non è in grado di comprendere come l’esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana”. Già perché l’articolo 7 della costituzione italiana afferma che “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.” E ancora all’articolo 8 “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere […]” L’esposizione di un simbolo che è effettivamente un simbolo religioso viola l’articolo 2 e l’articolo 9 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo.

La sentenza suscita indignazione da ogni parte del mondo politico, fatta eccezione per il plauso del Partito Radicale. Da destra a sinistra, gli onorevoli della “Repubblica Cattolica” difendono a spada tratta quello che è un simbolo della tradizione italiana. Mentre il Ministro dell’Istruzione Gelmini difende il crocefisso come “simbolo della nostra tradizione”, invece di occuparsi dei veri problemi del sistema scolastico italiano – si concentri sulle cose serie Ministro, la prego – Bersani, ben conscio della scissione annunciata dai centristi cattolici rutelliani, corre ai ripari per evitare uno strappo che sarebbe troppo prematuro “Il crocifisso non può essere offensivo per nessuno”. Nelle amministrazioni locali, riportiamo la bella idea del sindaco di Sassuolo Caselli che acquista 50 crocifissi per attrezzare gli spazi ancora sprovvisti, e la decisione del primo cittadino di Finale Emilia Soragni che promette un lodo Salva –Cristo per imporre il crocifisso nelle scuole. Ma forse la dichiarazione più avventata è del portavoce della Santa Sede padre Lombardi che parla di “pesante interferenza” della Corte Europea. Delle due, il male minore: meglio l’interferenza di un tribunale composto da giudici eletti dall’ Assemblea Parlamentare del consiglio europeo (di cui l’Italia fa parte) che l’interferenza di alcuni giudici eletti da una voce misteriosa che li chiama a parlare in nome di Dio. Sono però le parole del giurista Piero Bellini a cogliere l’essenza della questione: “Togliere il crocifisso può attirare l’attenzione più che lasciarlo al suo posto.”

Ho sentito dire che qualcuno ha rimosso il crocifisso e al suo posto ora c’è il santino dell’ Uomo vitruviano, di Pertini, della Mafia, della pizza e degli spaghetti. I più coraggiosi  però ci hanno messo il Tricolore.

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