11.2009 – j.h. vincente

Ogni mese in redazione si discute di attualità. Di fatti di rilevanza nazionale o locale, che potrebbero diventare parte del magmatico (e sto usando un eufemismo) contenuto del numero in lavorazione. Accade, solitamente, con fitti scambi digital-epistolari tra le nostre camerette e uffici.

Questo mese si è discusso parecchio riguardo alla violenza mediatica, in particolar modo riguardo ad un episodio di censura su un social network, poichè considerato minatorio nei confronti del governo. La frase era stata pubblicata da un giovane dirigente del PD locale.

Da tale discussione – e dalla mente filosofica del direttore in seconda J.H. Vincente – è stata partorita la seguente mail, che ci è sembrato opportuno  pubblicare.

Perché i giovani non sanno muoversi in maniera efficace?

Questo è uno dei noccioli della cultura dello sballo.

Uno come M. che si stava facendo una posizione, se l’è bruciata con una frase.

Ha sottovalutato i mezzi di comunicazione “giovani” come i social network.

Ed ha dimenticato che se rivesti un ruolo pubblico, per quanto piccolo, non puoi dire tutto quello che pensi. E che molti pensano, sono convinto.

Rimane comunque una minaccia rivolta contro un governo sempre pronto a prendere i fucili – non si sa bene contro chi e perché -, un governo presieduto da un signore che ha fatto il gesto della mitraglia ad una giornalista alla sua prima conferenza stampa. E se si evocano le attenuanti del tipo “è solo un gesto simbolico” oppure “è un modo di dire”, puntualmente utilizzate per giustificare chi sta più sopra, beh che si evochino per ogni politico, di ogni livello.

E la mia non vuole essere la semplice apologia di chi fa cazzate – in questo caso il nostro M. – fatta additando l’ipocrisia del minacciato.

 

Il fatto è che io certe volte mi stufo di essere il migliore.

 

Mi sono stufato di accendere la tv a metà mattina o a metà pomeriggio – le fasce “vecchie” e “casalinghe”, credo – e sentir gente comune, dottori, politici, impiegati, chiccazzo litigare a squarciagola urlandosene di tutte. C’è violenza a tutti i livelli di questa società, c’è violenza preconcetta, c’è violenza quando c’è paura di dissentire e c’è violenza quando le persone non riescono a parlarsi per appianare  le cose insieme.

C’è violenza quando ci si parla senza avere intenzione di convincere l’altro, senza provarci, ma giusto per ribadire con più veemenza il proprio pensiero. E molti politici, e molta tv e mezzi di comunicazione parlano in questo modo, e lo stesso Internet è ormai sempre più  un aggregato di pubblicità che ha smesso di provare a convincere la gente.

Questo era uno sfogo.

Comunque sì, di cazzata si parla, ma fino a un certo punto.

M. cercava persone insofferenti alla presenza inespugnabile di Berlusconi e l’ha fatto nella maniera sbagliata. Ma si è mosso all’interno di un solco di violenza (intellettuale) non creato da lui.

Come cazzo si fa a cambiare la politica, che è essenzialmente dialogo e confronto e convincimento ad agire, quando nessuno è più disposto al lavorìo intellettuale (invero, dovrebbe essere cosa abbastanza naturale) di convincere l’altro e lasciarsi convincere dall’altro?

 

Lo sballo c’è sempre stato, la dispersione dell’energia dei giovani forse no.


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