11.2009 – Eravamo lì: tra nonni e marziani.

E’ fatta.

Abbiamo passato anche questo delicato appuntamento.

Noi elettori, come sempre, c’eravamo.

Loro, gli eletti, che fino ad ora ci sono stati solo quando lo volevano loro, sembra che d’ora in poi ci saranno, ma sentiamo già scricchiolare qualcosa.

Intanto però Pierluigi Bersani ha vinto, e ha già detto che il “nuovo” PD sarà il partito di un collettivo di protagonisti e non di un uomo solo, e sarà un partito di alternativa, parola in cui deve essere contenuto anche il concetto di opposizione.

O almeno, così si spera, anche perché non credo che gli elettori che lo hanno sostenuto vogliano abbandonare l’opposizione al governo Berlusconi.

Bersani, che non è di certo uno sprovveduto, dovrebbe saperlo.

La sua vittoria è stata netta, ma non “bulgara” come tutte le altre primarie intraprese prima dall’Ulivo (per la candidatura a premier di Romano Prodi), poi dal PD stesso per la candidatura di Walter Veltroni.

Ritengo che questo sia un ottimo segnale, se poi le differenze naturali dovute dalla competizione riusciranno ad essere accantonate per intraprendere un obiettivo ed uno scopo comune a cui lavorare TUTTI insieme.

Gli elettori lo hanno capito da tempo, loro non ne sono così sicuro.

Il giorno dopo infatti si sente già parlare di dubbi e piccoli dissapori tra i diversi personaggi di spicco del partito: da Parisi che polemizza sul fatto che le primissime dichiarazioni post voto fossero venute da D’Alema e non da Bersani, alla querelle sull’eventuale cambio dei capigruppo alla Camera ed al Senato.

Le teste che hanno votato sono state tre milioni, la voce che è uscita è stata una sola: “Basta con i litigi interni, è ora di un ritorno alla politica seria ed autentica”.

C’era speranza, ma anche tanta incertezza.

La speranza dovuta dal fatto che forse nessuno meglio di Bersani dovrebbe essere in grado di garantire autorevolezza e serietà decisionale; l’incertezza dovuta dal fatto che permangono, anche solamente dietro al nuovo segretario, quelle fastidiose correnti sempre pronte a farsi sentire.

C’era forse bisogno di uno stacco maggiore con una realtà “vecchia” e ormai logora, era necessario dimostrare maggiormente al paese che, nonostante tutto, le differenze tra destra e sinistra permangono e sono nette.

Dovevamo far vedere che la moralità è un valore che dovrebbe essere la base dell’agire politico, ma che, se dall’altra parte, essa sembra essere stata accantonata in partenza, da questa parte è un valore fondamentale.

Le candidature di Bassolino, di quei dirigenti implicati in inchieste in Puglia ed in Calabria non sono un messaggio così chiaro; ma il vero valore della sinistra sta nella rettitudine delle tante persone che la sostengono.

Gente che lavora onestamente, che studia, che ha lavorato per una vita ed ha posto le basi per il sostanziale benessere che fino ad ora ha contraddistinto il nostro paese.

Il problema è che questi valori non sono ricordati a dovere: il vento di destra (o presunto tale, dal momento che la destra italiana al potere a mio avviso difetta di valori, che non siano il guadagno personale) ha ripulito la superficie della società italiana; le radici continuano a reggere, ma non si sa ancora per quanto, se la tendenza non verrà invertita.

Se i vertici non realizzeranno veramente che è necessario un cambiamento repentino, anche le radici sono a rischio corrosione.

Io, nonostante non abbia votato Bersani (e questo mi è costato tanto, ma ritenevo necessario dare un segnale, nel mio piccolo), rimango convinto che, se verrà lasciato lavorare tranquillo e il suo operato non sarà disturbato dai suoi ingombranti sostenitori, potrà essere l’uomo giusto per tornare a cementare l’elettorato di sinistra.

Ne abbiamo bisogno tutti, anche quelli che di sinistra non sono ma che vivono nelle terre governate da quelli che loro vedono come gli altri.

I marziani, i nonni, ma anche qualche giovane continuano a sperare: non tornate a deluderci.

Non ne abbiamo bisogno.

 

Tags from the story
,
Written By
More from alessio mori

06.2009 – Immigrazione clandestina

Se l’immigrazione clandestina è un fenomeno vecchio come il mondo, anche la...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *