11.2009 – Ferisce di più una penna o una spada?

NUMEROSETTE-novembre

Una singola e umile parola in sé ha il potere di far star male, di far capitolare sia chi la riceve, sia chi la pronuncia. Il contesto però è molto importante, a monte del contesto è altresì importante chi la dice a e chi viene detta, se non anche il modo in cui viene enunciata.

Va da sé che ogni caso è specifico per la sua situazione e la semantica tocca la sublimità del divino quando si parla astrattamente di una combinazione di lettere che concorre per formare una parola.

La violenza nella verbosità di un concetto può sempre essere presente giacché trae fondamento nell’attività del gesto.

Come viene recepita una comunicazione è relativa alla costellazione psichica e culturale del reagente che gli provoca una reazione concorde o discorde alle affettività morali ed intellettive che si mettono in gioco innestando una nuova proporzionalità matrice di reazione, srotolando ogni volta le variabili delle costanti affettive del sistema uomo, intervenendo mediaticamente sui recettori stimolati, provocando nuovi paradigmi esistenziali.

L’esperienza riflessa dell’arte ci aiuta educativamente a conoscere gli effetti di situazioni possibili ed impensabili che con la formula a pathos e lieto fine permette l’immedesimazione perfettibile a riflesso.

Manuele Palazzi

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