12.2009 – Amore che viene, amore che va

La politica è anche amore.
In politica nascono storie d’amore.
In politica finiscono le storie d’amore.
Questo caldo autunno registra la fine di una delle più importanti storie consumatesi in questi ultimi anni.
C’è di mezzo il nostro buon Primo Ministro, e non ne avevamo alcun dubbio, ma dall’altra parte non c’è una donna (stavolta no), bensì il suo storico alleato Gianfranco Fini.
I rapporti tra i due, tesi da un pezzo, nella settimana forse più delicata del Presidente del Consiglio (che saprà comunque come ovviare alla tensione comportata da questi terribili sette giorni), segnata dagli appelli riguardanti sia il processo Mills che quello riguardante il co-fondatore di Forza Italia Dell’Utri, hanno subìto un peggioramento forse irreversibile.
Già palesemente compromessi dopo le dichiarazioni di Fini in merito alla cittadinanza da concedere agli immigrati (con l’ulteriore sgarbo della relazione presentata da Tarek Ben Ammar, notorio amico di Mr. B., che parla di una recente creazione di un Muro del Mediterraneo), la scintilla finale si è innescata dopo il fuorionda del Presidente della Camera nella giornata finale del “Premio Borsellino” tenutosi a Pescara.
I fatti dovremmo conoscerli ormai tutti: Fini, parlando con il procuratore Nicola Trifuoggi (un professionista con la P maiuscola, in quanto non additabile a correnti politiche, dato che si è pronunciato sia sulla richiesta di oscuramento delle tre reti Fininvest, sia sull’inchiesta che ha portato all’arresto di Ottaviano Del Turco) , si è lasciato andare a considerazioni legittime sulla situazione attuale sia del Premier che della sua visione “democratica”.
Le trascrizioni del dialogo tra i due non le riporterò in questa sede, in quanto probabilmente le avrete già sentite oppure le potrete facilmente trovare in tantissimi siti internet.
Si sono levate immediatamente reazioni di sdegno tra i fedelissimi del Nostro, mentre i finiani si muovono con molta più cautela, non volendo causare più “danno” di quanto non ne sia già stato provocato.
Il Premier ha così sentenziato: “Di fatto è fuori dal Pdl, ci si è messo da solo”, in una richiesta non troppo velata di dimissioni.
Io non credo che queste alla fin fine ci saranno, dal momento che sarebbe troppo rischioso per Mr. B. affrontare le elezioni in un momento politico così delicato senza l’appoggio di Fini.
Quello che è certo è che l’idillio si è rotto definitivamente.
Nonostante tutto, l’amore non sempre trionfa.

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