12.2009 – e tu di quale amore sei al cinema?

E TU DI QUALE AMORE SEI AL CINEMA?

Ebbene, sì, questo mese si parla d’Amore.
Argomento piacevole e lieto, quanto insidioso. Davvero difficile da raccontare, persino al cinema.
I modi di rappresentarlo sullo schermo sono molteplici, personali, ma allo stesso tempo universali, perché sono fatti della stessa sostanza. Ciò che muta sembra essere solo la forma dell’esprimerlo, in base anche alle diverse situazioni.
Mi sarebbe quindi impossibile scegliere un film in particolare o un paio tra i miei preferiti: così ho pensato di cimentarmi in una ironica caccia ad alcuni tipi di amore, che ci sono stati mostrati nel mondo della celluloide.
Comincerò con un film che adoro particolarmente, un classico della Nouvelle Vague e di Truffaut: “Jules e Jim”, dove viene messo in scena uno dei più famosi mènage à trois della storia del cinema. Il protagonista è il triangolo amoroso tra Jules, Jim e l’affascinante quanto incostante Jeanne Moreau.”È  un inno alla vita e alla morte, una dimostrazione dell’impossibilità di qualunque combinazione amorosa al di fuori della coppia”, come lo definì lo stesso Truffaut.
Parlando invece di amore intellettuale e nevrotico, ecco immediatamente “Io e Annie” di Woody Allen. Un film pregno di battute geniali e ironiche, una difficile storia d’amore tra psicanalisi, manie e ossessioni.
Per un amore più materiale, dove la passione e la carnalità volgono fino al tormento, impossibile non citare un altro film di Woody Allen: “Match Point”. Strutturato come una tragedia, dove l’evoluzione dei personaggi è al centro della narrazione, ci ritroviamo pian piano immersi in una situazione claustrofobica che porta i sentimenti fino all’estremo incontrollabile.
Ancora in tema di amore sensuale, ma in questo caso deviato e perverso, una mia recente e bizzarra scoperta, un film che è diventato un cult movie: “The secretary”. Commedia cinica sull’incontro di due anime tormentate, ma che troveranno conforto nell’amarsi in modo sadomasochistico delirante. Una storia stravagante e sopra le righe, cupa e tenera allo stesso tempo, un appello contro la vergogna dell’amare, in qualsiasi forma essa si manifesti.
Arrivati a questo culmine di ardore sentimentale, non posso non parlare dell’amore come tradimento, incubo tremendo che assale ogni coppia. E quale film migliore se non “Closer”, si presta a rappresentare questa categoria. Lo slogan del film titolava: “ Se credete all’amore a prima vista, non finirete mai di cercare/guardare”: una sintesi eccellente per una storia fatta di menzogne, odio, abbandono e afflizione, tanto malinconica quanto dilaniante.
Ma l’amore struggente e disperato che giunge fino alla volontà di demolire ogni ricordo della persona che si ha amato, è raffinatamente raccontato nel film  “Se mi lasci ti cancello”.  Opera geniale, surreale e onirica, fatta di personaggi che sanno mostrarsi in tutta la loro umanità. La storia di un rapporto che ci mostra quanto sia importante sapersi amare, nonostante le diversità e i difetti.
Per un amore più romantico e vintage, consiglio a tutti la visione di un classicone assoluto, che è sicuramente nei cuori di molte ragazze che hanno sognato guardandolo, anche alla ventesima volta: il film  è “Colazione da Tiffany”.  Un condensato di magia sentimentale, avvolta dall’atmosfera tutta laccata delle commedie anni ’50 e ’60. Con una Audrey Hepburn eccentrica, e ingenua, che passeggia all’alba in una New York da fiaba per una storia a lieto fine.
C’è però anche l’amore non corrisposto, quello che fa partire un brivido gelido sulla schiena di chiunque l’abbia provato. Ed allora il film che mi viene subito in mente è “Il matrimonio del mio migliore amico”. Commedia apprezzabile e divertente, dove un tema tanto crucciato viene affrontato in maniera brillante e scoppiettante, dimostrandoci che, alla fine, il non essere ricambiati, è una cosa che, come tutte le altre, poi passa.
Tralascio l’amore impossibile alla “Giulietta e Romeo”, passando direttamente dalla coppia alla “singletudine”: il film a riguardo ha un titolo che viene da sé, ovvero “Singles-L’amore è un gioco”.
Un delizioso trittico che narra le complicate vicende amorose, fatte di aspettative e delusioni, di un gruppo di giovani di Seattle alla fine degli anni ’80. Atmosfera nel pieno del Grunge, colonna sonora azzeccatissima, con tanto di cammeo dei Pearl Jam e di un giovane Tim Burton quasi irriconoscibile.
Ed ora che ho terminato la mia ardua selezione, non vi resta che chiedervi: “e io di che Amore sono al cinema?”.
Scegliete il film, schiacciate Play sul telecomando e godetevi la “vostra” storia, qualunque essa sia, perché sull’Amore, alla fine, bisogna saperci anche ridere sù.

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