12.2009 – Rodin e Claudel sull’amore

Questo mese siamo a parlarvi dell’amore tormentato che unisce, nella Parigi di fine ‘800, Auguste Rodin e Camille Claudel, amore reso immortale dalle opere di questi due grandi artisti.  Ecco a voi un breve frammento dell’odissea di due scultori divenuti immortali.

 

Auguste Rodin: pessimista di natura e poco propenso alla vita sociale, acquista ben presto la fama di personaggio ai margini, lontano dalle convenzioni. Colpito dalle disgrazie familiari, vive in una dimensione affettiva relativa, condizionata dai suoi appetiti carnali. Lo descrivono: insoddisfatto collerico, instabile, alla ricerca forse di una nuova unione dopo la fine dell’idillio coniugale con una certa Rose.

Camille Claudel: la caratterizza fin dall’infanzia un’essenza aristocratica. In lei, una vera grandeza naturale, unita alla semplicità di una figlia del popolo, triste in ragione di un temperamento assolutista. Tutta la sua vita, oscilante tra lutto e arte, è un inno ardente alla perfezione.

Potevano forse queste due personalità tanto tormentate quanto creative, passarsi accanto incolumi?

Nonostante i documenti accertanti i loro rapporti siano tutt’altro che numerosi, una cosa è certa: la loro è una relazione difficile da vivere, soprattutto in ragione delle condizioni morali dell’epoca, che certo non giocano a favore di una storia d’amore tra una diciottenne e un uomo da sempre oggetto di critiche feroci, di ventiquattro anni più grande, e, come se non bastasse, sposato.

Per quanto riguarda il lato artístico, le relazioni contrastanti tra Camille e Rodin coincidono con un momento di creazione feconda, come se ciascuno dei due avesse voluto cercare l’evasione da una difficile realtà affettiva per sfogare la passione nel genio creativo, nella visione armoniosa del mondo amoroso in scultura. E cosi, in uno slancio sublime, mossi da un intento che doveva colmarli, i due amanti si mettono all’opera su un soggetto comune.

Il momento più alto forse (di sicuro quello piu’ noto) di questa sintonía artística é rappresentato da “Le Baiser”, opera che richiama l’amore infelice di Paolo Malatesta e Francesca da Rimini. L’opera di Rodin, legata alla storia con Camille, rappresenta una copia nuda, abbracciata, che emerge dalla materia in una posa riversa che l’artista riesce a rendere con estrema naturaleza.

La severità e il moralismo di quegli anni sono forse la causa delle critiche feroci che in numerosi rivolgono a quest’opera, riducendola a niente piu che la festa semplice ed effimera dei sensi, giudicandola cosi un’opera lasciva e materiale. Questi stessi critici devono essere rimasti sicuramente sorpresi quando, alla fine della sua vita, Rodin si esprime su questo soggetto, confessando di non avere inventato nulla nel concepimento dell’opera.

Possibile che nessuno avesse creduto nell’amore genuino e delicato che testimoniano le opere di questi due grandi artisti?

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