12.2009 – Una mano, cinque dita perfette

La notte scorsa l’ho passata in bianco ma ne è valsa la pena.
Nel silenzio della camera d’ospedale, seduta su una sedia da giardino con Davide premuto sul petto ne è valsa la pena.
Con una mano lo abbraccio, sì ne basta una sola, e mi destreggio con l’altra per leggere l’ultimo numero di MUMBLE:. Mi accorgo che mi fa un certo effetto vedere i vostri nomi stampati accanto agli articoli.
Mi fa sorridere e vi penso con affetto e con una punta d’orgoglio: guarda dove sono arrivati i miei ragazzacci che rubavano i cartelloni dei gelati per mostrarli al Fella come trofeo.
Trattengo la tosse per non svegliarlo dal suo sonno già agitato e l’osservo. Osservo quanto sia meravigliosa la sua “normalità”, in questi mesi per lui non elaboravo grandi progetti semplicemente speravo, pregavo, mi concentravo sul fatto che stesse bene.
Una mano, cinque dita perfette.

Assieme_in_una_domenica_di_sole

(Assieme in una giornata di sole, Emiliano Rinaldi)

Annalisa Rovesta

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