12.2009 – La restaurazione dei vasi.

Amore, facile parlarne senza cadere in tentazione al lamento abituale di possesso, volere per sé ogni cosa o persona poiché affine o sembiante nel caso un mezzo per raggiungere l’armonia di un ordine che non si riesce a conseguire altrimenti.

Amore, strumento per condividere l’ineffabile quiete che muove ciò che sembra imperversare immobile nella futilità degli affranti, come orme su cui ricalcare per misurare il proprio diletto.

Amore, passione dell’anima, rinuncia all’inconsistente individualità per il compromesso dello spirito, gioia e dolore per l’asprezza dell’altro vissuta in sé, non mai più come spettatore, ma vigile senziente della libertà incondizionata, fautore di dinamiche collaudate per rinsavire cautamente malgrado l’incompatibilità della regola nell’ideale.

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