01.2010 – Antitesi

Onde di pietra

[da “Atlantidei” di Augusto Verri]

Pianeta abitato da uomini, pesci, nuvole e… Terrestri…

Vivo il sogno di una vita in società, ricca di valori un tempo cari ai saggi, temi che investono le cose tutte, le creature del cielo e della Terra, l’invisibile e ciò che l’occhio ci pone come compagno fedele.

Bramo il desiderio di partecipare del sogno naturale che vede gli esseri nella loro totalità e di poter amare, studiare, sognare appunto.

Ma vi è un freno a questa mia aspirazione che prende ordine dall’Ordine Universale, vi è un impedimento a questa mia dedizione nel cercare di elevar lo nostro spirto anziché mortificarlo, vi è una maledizione che mi pervade così come perseguita i progetti delle menti più evolute di tutti gli Uomini:

i Terrestri.

Genti transumanti che si arrogano il diritto divino di vivere al centro dell’universo, di essere immagine e somiglianza del Dio, anime disperse che son in balia dei moti incoscienti che muovono verso l’ingiustizia, il peccato in senso assoluto, verso il cupo turbamento dell’altrui destino.

Son Terrestri quelli che incrociano la strada degli Uomini, patetici terrestrucoli che son schiavi di un’incoscienza manifesta che cozza con la bellezza di certi passaggi armonici che il genio disegna sui tasti bianchi e neri, menti disabitate che non possono cogliere il miracolo che si cela di dietro a una goccia di rugiada che lenta scende sul variopinto petalo di un giglio.

Sono i Terrestri quei signori che pur disponendo del grado di sapienti, privano i loro fratelli gemelli Uomini della vera libertà di cantare nel coro dei savi e di allinearsi con ogni pietra costitutiva del cosmo in cui sfrecciano.

Siamo figli delle stelle noi, uomini, delfini, magi o grano…

Da esse abbiamo avuto la vita e verso di esse tendiamo con il sublime passaggio che i più spaventa.

Ma non vi è pericolo di sfuggire dalla marina placenta in cui noi plasmiamo le nostre vite, non vi è  alcun pericolo che noi si possa morire in questo universo in continua evoluzione.

Eravamo stelle agli albori del tempo, siamo stati brodo nei primordi del nostro amato, colorato, piccolo, globo rotazionale e rivoluzionario.

E sempre saremo se capaci di partecipare la Vita da uomini vorremo.

Today the 30th December 009 on Radiance. 10.18

[la fotografia è “Onde di pietra” di Emiliano Rinaldi]

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1 Comment

  • Sottolineo che codesto scritto da me costruito non appartiene al libro Atlantidei ma è stato di proposito messo insieme su richiesta di Manuele Palazzi. Approfitto di questo spazio per augurare a tutti i Mumbler un felice Natale e un riflessivo anno nuovo visti i modi quanto meno discutibili con cui mi hanno allontanato da una collaborazione che non ho mai chiesto. Tanti Auguri.. A.

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