02.2010 – Quelle voci, io già le sentivo

di Pierpaolo Salino

– Io l’ho sempre detto. Sempre ad attaccare la chiesa, il papa di qua, il papa di là, il papa più di là che di qua. E poi tutti quegli articoli sul PD? E le sparate sulla Lega? Sono un branco di comunisti senza Dio.
Li vorrei vedere questi che fanno tanto i compagni, in mezzo ai marocchini che difendono. Non durerebbero un giorno.

Io in Marocco ci sono stato, e ho avuto l’impressione che dopo una settimana non ne potessero più loro di me. Ma probabilmente sono io che sono pesante.

– Ma andate tutti in Russia. Ah, quando c’era Lui, quando c’era Lui, sì che…

Ecco. La storia dei treni in orario. Alzo la mano, questa la so.

– Io sono fiero di essere italiano, altroché.

Anche io. Però molto più ano che altro.

– Se ne vedono ancora, ogni volta che vado a votare. Apro la scheda elettorale e zac! C’è sempre qualche partito con la falce e martello.

Questo è triste. Nel 2010 – diconsi duemila&dieci – c’è ancora qualche partito orgoglioso di definirsi comunista-proletario-pseudomarxista-leninista-combattente. Becca di media lo 0.00000025% periodico.

– Berlusconi sì che gliel’ha fatta vedere ai comunisti! Via dal parlamento! E per altri cinque anni governa ancora Lui.

Veramente coloro che sono contro la condotta morale, civile e politica del Cavaliere non sono tutti comunisti. Se B è di destra, allora non – B è di sinistra o di centro, non automaticamente comunista. E volendo può pure essere di un–cazzo–di–niente ma semplicemente stufo marcio di Silvio Berlusconi.

– Io sono fascista e me ne vanto.

Bravo. Fai così.

– Va’ che c’ho anche la suoneria sul cellulare di Faccetta Nera.

Bella. Faccetta Nera, di Sempriani – Ravezzi – Sempriani. Dirige l’orchestra il maestro A. Filipperi. Canta Marco Carta. No, Apicella. No, Iva Zanicchi.
[Anche questo è triste. Nel 2010 – diconsi duemila&dieci – c’è ancora qualcuno che si definisce nazionalista-fascista-razzista-littorio-nostalgico. E che guarda San Remo.]

– E questi comunisti cosa fanno sul loro giornalino?

Giornale, è proprio un giornale. Sarà piccolo, ma è un giornale.

– Indovina un po’. Parlano del comunismo. Più chiaro di così.

Già, parlano. Discutono. Confrontano. Propongono. Io parlo della chiesa ma non sono per forza cattolico. Io parlo di omosessualità ma non sono per forza gay. E se parlo di comunismo posso anche permettermi di non essere comunista.

-Ma andate a lavorare, che è meglio.
Per una via d’uscita dal comunismo senza essere fascisti, La democrazia sociale globale, di David Held, prossimamente su MUMBLE:

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