02.2010 – Ri_parliamone di rivoluzione

comunismi 2Parliamone. Seduti attorno a un tavolo. Ordiniamo quattro birre, rigorosamente rosse, e parliamone.

È la comunicazione che si è persa. Va bene rifarsi al passato ma ci si deve rivolgere al domani. Non è sufficiente urlare a squarciagola vecchie terminologie; definizioni. E il comunismo è stato agire. Ripartiamo dal basso (va di moda oggi!). Come ahimè ha capito bene, qualche anno fa, la Lega. E come sta facendo quella scossa che è il così detto “movimento Viola”. Neonato che spera.

«Il proletariato (tedesco) oggi sta male, pensa che domani potrebbe stare meglio di oggi – quindi spera, n.d.r. – per questo motivo vuole essere – è – rivoluzionario» con queste parole Philippe Daverio, che ama definirsi borghese, rievoca Marx parlando della vecchia Lega in un intervista a Radio Onda Italiana – ma olandese! (cliccabile su youtube, intitolata “Philippe Daverio: quando Bossi era quasi di sinistra”).

Si è persa l’unità. Io ripartirei da Carletto e dal suo comunismo utopico, primordiale. Da contrapporre alla vecchia proprietà privata. Cancellerei le ideologie comuniste. La lotta di classe, la dittatura del proletariato, la rivoluzione mondiale.

Ci vuole una bomba, dici. Non credo. Non deve vincere il più forte. Ma si deve ripartire, son d’accordo. E punto di partenza deve essere ancora una volta la Costituzione. Non si può dimenticare il clima in cui è nata. Alcune esigenze erano differenti da quelle odierne, ma era l’assenza di una maggioranza forte che le permise di porre regole per un dibattito onesto e franco, equilibrato. A me fa sorridere che tra i costituenti vi fosse un partito qualunquista-liberale-conservatore denominato Fronte dell’uomo qualunque. Ma è questa la forza della costituzione. Dare la voce a tutti.

Sì, siamo tutti dell’idea che si devono mettere in campo riforme condivise (anche questo va di moda!). Ma per condividere in politica, occorrono anche divergenze d’interessi. Insomma occorre un’opposizione vera per il nostro Parlamento. Se al potere c’è chi fonda il suo agire sul privato, l‘opposizione deve riproporre, alla luce dell’oggi, il comune. Solo allora i nani dei, e nei, talk-show potranno additare chi non la vede come loro esclamando «comunista!». Perché solo allora sarà ritornato uno spettro che gli può far paura.

«…tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti. » Francesco Guccini.

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