03.2010 – FEBRVE

13 febbraio – 12 marzo 2010
@ Spazio Avia Pervia

Mi aspettavo di trovarlo nudo, l’artista. Con il corpo spalmato di grasso e con una frusta in mano. Perché è proprio questo che sono le februa: mezzi di espiazione. Strisce di pelli di capra che venivano usate come fruste in occasione di rituali pagani chiamati, appunto, Februa (dal nome di una divinità etrusca degli inferi, Februus) o Lupercalia (dal nome italico del dio Pan, Lupercus). Una festa di purificazione che veniva celebrata a Roma il 15 Febbraio, proprio due giorni dopo l’inaugurazione della mostra Febrve.
Io, che ad esclusione di qualche tazza di tè verde di rituali di purificazione non sono proprio una grande esperta, mi preparavo al peggio: allo Spazio Avia Pervia (via Paolo Ferrari 51/a, Modena), mi sono presentata con i palmi delle mani protese. Sì, perché i sacerdoti del dio Luperco frustavano, oltre il suolo, anche il ventre e le mani delle donne. E meglio le mani che il ventre, mi sono detta.
Le mie (dolorose) aspettative sono state fortunatamente disilluse: l’artista, ben lungi da essere unto, non era nemmeno seminudo; anzi, era vestito di tutto punto, pantaloni maglione giacca e tutto il resto.
Al centro della sala un cerchio, attorniato da rami sospesi, a riprodurre il percorso rituale tra le foreste intorno ai confini cittadini dei sacerdoti. Sulla parete il dio Luperco, a sovrintendere la cerimonia.

In questa atmosfera dark è iniziata la mia chiacchierata con Francesco Bevini, l’artista Luperco.
Francesco, a cosa si deve la scelta del tema Febrve?
Febbraio, come dice il suo stesso nome (Februarius), è il mese dell’espiazione (februus). Cercando qualcosa che richiamasse gli antichi rituali pagani di purificazione, sono incappato nei Lupercali, feste romane per la fine dell’anno e il rinnovamento primaverile che si celebravano il 15 Febbraio. I Luperci erano membri di un elite sacerdotale; correndo attraverso un percorso rituale colpivano con la frusta la terra e le donne, per favorire la fertilità. Quegli antichi rituali hanno lasciato eredi nella contemporaneità, non solo perché da essi derivano le nostre feste della fecondità (o infecondità), di San Valentino e San Faustino, ma anche perché l’uso delle fruste è rimasto un “rituale” di un’altra nicchia, il bondage, che celebra, si può dire, la sessualità infeconda. Come i Luperci anche noi, in un certo senso, facciamo parte di una “nicchia”, e anche noi cerchiamo di favorire, colpendo con la frusta dell’ingegno, la fecondità creativa.
E così hai esposto le tue mani alla februa…
Eh sì, sia in senso letterale che metaforico. In senso letterale, perché nelle opere in esposizione ho rappresentato delle mani, oggetto estremamente versatile e interpretabile, anche da un punto di vista stilistico. Le mani possono infatti  diventare oblunghe, deformarsi e informarsi come insetti o bulbi di piante… In senso metaforico, perché esporre la mia mano alla frusta, supplice e celebrante allo stesso tempo, rappresenta un gesto sadomasochista per propiziarsi la fecondità artistica.
Che tecniche hai utilizzato per riprodurre le mani su legno?
Ho lavorato con carboncini pigmentati su un pannello di acero grezzo, ottenendo effetti piuttosto interessanti: il colore rosso, steso con un carboncino a gessetto, è più vivo e contrasta con le parti blu, più velate, meno definite, perché stese con un carboncino a matita. I drappeggi e le pieghe delle mani sono invece difficilmente realizzabili con i carboncini, e mi sono dovuto “accontentare” di un normale acrilico.
Che cosa vorrebbe leggere Francesco Bevini nel fondo del suo caffè?
Fertilità e poliedricità. Essere un artista a tutto tondo, aperto alla ricerca e alla sperimentazione di nuovi orizzonti creativi.


Francesco Bevini (illustratore). Graffitista dal 1994, lavora come illustratore e decoratore da più di dieci anni con base a Modena, occupandosi della realizzazione di concepts grafico-decorativi per ambienti interni ed esterni realizzati mediante tempera e vernice spray. Dal 2002 partecipa e collabora all’organizzazione del progetto Icone. Le sue illustrazioni si rivolgono alla comunicazione commerciale per testate cartacee e web e a pubblicazioni per l’infanzia. Tra le mostre realizzate si ricordano: No one would paint for less presso la Galleria D406 di Modena nel 2007; Outarte nel Castello Episcopio a Grottaglie (TA) nel 2007 e presso la Galleria Mondo Pop di Roma nel 2008; mostra collettiva AVIA PERVIA a Modena per il progetto ”A Cura Di..” nel dicembre 2008.
http: //www.reqvia.com

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