03.2010 – D’io e kieran (con dediche)

d’io e kieran (con dediche).

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01 – angel echoes

sono dj dal 17 ottobre 2005.
data in cui bea, la bea fiffiffea, che non conosci, scrisse sul suo blog di prestare attenzione al vox e al suo giovane dj di belle speranze.
avevo 21 anni. era il periodo più bello e indipendente della mia vita.
four tet stava componendo il suo quarto disco: everything ecstatic.
tutto è in estasi.
non fu di certo il suo lavoro migliore, pause (2001) e round (2003) avevano già concretizzato l’intelligenza del mio eroe (nostro se ti va) nel digitalizzare suoni e momenti della tradizione.

la chiamavano folk-tronica e kieran, londinese ma iraniano d’origine, ne era sicuramente uno dei padri e maggiori esponenti.

quando uscii il disco, io trasmettevo in radio. circa cosi:
“bentornati sui 104 e 700 di antenna uno rock station, in fm stereo da fiorano modenese, sono le 9:10 io sono albi e staremo in compagnia per le prossime tre ore”.
facevo il mercoledì mattina, dalle 9 alle 12.
c’era uno stronzo che tutte le sante volte, dopo circa 20 minuti di trasmissione, richiedeva o tool o a perfect circle.
ho sempre pensato che, se il buongiorno si vede dal mattino, la sua fosse tendenzialmente una vita di merda.
c’era invece enrico da modena. ascoltatore geniale:
mi mandava, con le sue richieste, negli angoli più remoti della sala vinili, a recuperare pezzi di cui ignoravo persino il nome.
mi fece scoprire, tra le tante, leave them all behind dei ride, e gliene sarò sempre debitore.

il disco di four tet uscì, lo proposi in radio diverse volte ma io per primo lo diedi un pò per scontato.
quando tutto è in estasi succede. si pensa di non dover intervenire necessariamente sulla realtà, sui propri rapporti e su quello che ci circonda, perchè l’apice è raggiunto e per inerzia cosmica andrà sempre avanti cosi.

noi non ci lasceremo mai.

si apre per four tet un periodo di collaborazioni, ma io nemmeno mi chiedevo che stesse facendo kieran,
proprio non me lo sono filato in quel periodo.. e temo di non essere stato l’unico, e magari l’hai fatto anche tu..
perchè a fine 2006 la nostalgia prende il sopravvento in four tet e lo porta a pubblicare una doppia raccolta di remix: “remixes&remixed”.
nomi grossi e veri e propri capolavori: j dilla, radiohead, battles, notwist, bloc party..
inizia cosi per kieran un periodo di silenzio interrotto solo dall’ep ringer (2008).
il nostro necessita di un cambiamento, di fermarsi e ripartire. ne va della sua carriera tutto sommato.
oddio il periodo non è cosi disperato.
ma nella mia visione dei fatti, totalmente fittizia, kerian è in camera, solo, cubase aperto davanti, 3 tracce audio e una midi vuota.
e si, tu sai che è un momento del cazzo vero?..

albi kieran tu stai malissimo e si vede, facciamo colazione un pezzo insieme, ti va?”
mi piace pensare che william bevan, vestiti i panni del super eroe dubstep burial, abbia cosi iniziato una delle collaborazioni più interessanti e proficue dell’anno passato, nonostante un solo 12 pollici all’attivo (moth/wolf club su text records).
mi piace pensare che se il disco più bello del momento appartiene a four tet, è merito di tutto questo.
mi piace convincermi che se s’intitola “there is love in you” è ancora merito di tutto questo e degli accordi in minore.
mi piace infine pensare che per ognuno di noi ci sia un burial della situazione, capace di tirarci per i capelli, schiaffeggiarci con delicate carezze e aprirci gli occhi con un faro accecante di buon senso.
capace ancora adesso di spurgare fuori il meglio da noi stessi e supportarlo con premurosa partecipazione.
mi piace pensare che ci sarà un burial anche per te, com’è stato per me.
anche adesso che sei rimasto intrappolato in una sadica barzelletta, ancor più divertente se raccontata in tedesco.

ndr: ovvio che la vita di kieran hebden aka four tet, non sia andata realmente cosi, non posso saperlo e non lo so.
ma su un numero intitolato d’io è giusto sfoggiare tutto il proprio egocentrismo, fingendomi io e dio, manovratore della vita dei miei eroi.

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1 Comment

  • Bela Albi, bellissimo l’ultimo Four Tet (qualora non si fosse capito). e se si era capito… valeva la pena ribadirlo.

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