03.2010 – io boja.

La bestemmia, come la preghiera, è un’invocazione, ma viene disprezzata e considerata immonda perché spesso manca di valore evocativo che invece contraddistingue la preghiera. In una visione panteistica di un Dio unico che si manifesta nella totalità della realtà increata, la bestemmia spaventa perché concorre ad alimentare il disordine dacché sintomo, espressione o stimolo di un malessere. Certe bestemmie bonarie tipo -bono o -canta sono accettate e non creano scalpore neanche in una conversazione formale, perché l’immagine che si portano dietro non è devastante come può essere quella di un boja o il paragone ad una bestia copulativa come il cane o “peggio” il majale, che non gode di nessun diritto all’infuori della mattanza. Altresì è interessante perché tende a sottolineare i problemi di una società direttamente dal volgo che ne è spesso artefice e attore, nelle problematiche periferie, che usa dio o mondo, come termine di citazione verbalmente sottinteso per parlare dei propri mali attuali inveendo anche a tema.

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[audio:http://www.mumbleduepunti.it/site/wp-content/uploads/2010/03/13-Santa-Marinella.mp3|titles=Santa Marinella]Gogol bordello -Santa Marinella-

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