04.2010 – Angelo azzurro.

Angelo azzurro.

Oltre all’assurdo nome di una cocktail fatto con gin, cointreau e blue coraçao probabilmente ispirato a Ken Shiro della scuola di Okuto, potrebbe essere il nome di un file dell’archivio segreto di blue book sui dischi volanti di cui parla il tenente colonnello Philip J. Corso, alieni spaziali in tutto simili a noi che progettano cloni da spedire su navicelle in giro per il cosmo. Avatar su ufo simbiotici ideati per resistere ai viaggi dimensionali con l’essenziale per la struttura umanoide (senza capelli, né orecchie o naso, un polmone solo). Egli nel ’61 diventò capo del Foreign Technology desk in Army Research and Development del Pentagono dove studiò questo e altri resti extraterrestri come la fibra ottica, laser, il kevlar e i chip dei computer, residuo dell’incidente di Roosewell del ’47.

di Giovanni Càbianca

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