04.2010 – Elezioni Spiritose

C’erano le elezioni, e noi, come sempre eravamo lì ad aspettare freneticamente i risultati.

 Tradizione vuole che le varie “election nights” vengano passate in compagnia, in modo da poter allo stesso tempo stemperare la tensione e dare sfogo alle proprie passioni politiche confrontandosi con altre persone.

Nel 2006 eravamo in centro a Bologna a soffrire per un risultato che, se a metà pomeriggio sembrava scontato, a tarda serata aveva fatto salire il cuore in gola a molte di quelle persone che popolavano piazza Verdi. Raggiunto il letto colmi d’incertezza, il mattino è stato foriero di un’ottima notizia ed ha dato quel tocco in più alla precedente notte felsinea.

Drink per una notte: Campari e vino.

Nel 2008, per una nuova tornata di elezioni politiche, ci siamo trovati per una più casalinga cena tra amici: tra gnocco, tigelle ed affettati vari abbiamo aspettato, in verità con poche speranze in corpo, uno dei risultati più scontati degli ultimi tempi. Senza nemmeno aspettare la conclusione degli scrutini, con le celeberrime “pive nel sacco” siamo tornati a casa.

Drink per una notte: ovviamente, Lambrusco.

E siamo giunti al presente, 28-29 marzo 2010. Elezioni regionali.

Casualità ha voluto che lo stesso giorno degli scrutini ci fosse la laurea dell’amico, nonché collega, Giacomo, in quel di Bologna. Se l’emozione per la laurea si è unita all’attesa spasmodica dei primi exit-poll, l’euforia dei festeggiamenti ha per un attimo messo in secondo piano la politica. Che, tra un bicchiere di spumante e l’altro, continuava comunque ad essere presente in ognuno di noi.

Rispetto alle previsioni di pochi mesi fa, che non dimentichiamolo prospettavano un risultato molto più netto a favore del centro-destra, il centro-sinistra (o la sinistra, come mi piace pensarla) ha ottenuto un più onorevole sette a sei. Certo, alcuni di questi risultati sono stati ottenuti grazie alla dabbenaggine di certi dirigenti berlusconiani, il quale, nonostante tutto, è riuscito a salvare la baracca; grazie, come al solito, ad una propaganda al limite della decenza, e ad un treno che non si è ancora arrestato, che è la Lega Nord.

Drink della serata: Negroni.

Ed eccoci al ragionamento post-elettorale, che si aspetta vostre risposte.

I punti sono tre:

  •  i soliti errori del PD, che non riesce ancora a capire che se solamente avesse operato delle scelte un po’ più audaci avrebbe ottenuto dei risultati migliori (non dico vittorie, ma almeno sconfitte più onorevoli, che comunque pesano in termini di consiglieri regionali), e non avrebbe consentito ai suoi elettori gli ormai classici discorsi affranto-incazzati del giorno dopo.
  •  la crescita costante della Lega Nord, che nonostante tutto continua a fare la barricadera lontana da Roma mentre là, nelle stanze dei bottoni, casualmente diventa assai più accondiscendente. Non si possono più accettare lezioni da loro, che governano legittimamente in Veneto ed in Piemonte, e non possono avere così tanto margine di manovra nelle altre regioni dove, nonostante la crescita, restano ancora minoranza netta. La storia della sicurezza a tutti costi, infine, deve finire: sono riusciti ad inculcare paure, più che altro fomentate a dovere, nella gente e hanno portato gli altri partiti, colpevolmente deboli, a doversi allineare a loro. 
  •  i Grillini, che hanno letteralmente fatto il botto in Emilia Romagna ed in Piemonte. In un primo momento, più che altro ancora infervorato dai discorsi post-elettorali, li avevo erroneamente incolpati di aver “consegnato” il Piemonte alla Lega. Tutto ciò non è vero. Si sono guadagnati i loro voti sulle scontentezze altrui, e di questi malesseri se ne devono fare capo i partiti che li hanno provocati. Ma veniamo al punto: ormai li conosciamo, conosciamo il loro programma, il quale non è assolutamente esclusivo. Certi punti DEVONO essere inseriti nei programmi dei partiti “istituzionali” del centro-sinistra. Perché quello che manca ai Grillini è proprio l’istituzionalizzazione del movimento, che ancora per un certo tempo continuerà, a loro malgrado, ad essere percepito solamente come un “voto di protesta”.

Ultimissima cosa: chiedo a voi, elettori di centro-destra che vedete come necessità impellente la sostituzione della classe dirigente emiliana.

Credete davvero che la stessa classe politica che sta tagliando i fondi alla sanità, alla scuola, alla cultura possa fare meglio di un’amministrazione che è riuscita a creare un sistema economico, sociale, assistenziale universalmente riconosciuto valido come quello emiliano? Che avrà certamente le sue pecche e i suoi aspetti poco chiari, nei confronti dei quali tutti dobbiamo impegnarci a far luce, ma è stato ed è ancora in grado di dare da vivere non solo ai nativi originari di questa terra ma anche a tante persone nate altrove, italiane e non.

Abbiamo tre anni di tempo. Abbiamo parecchio da fare.

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1 Comment

  • Condivido la bellezza delle notti elettorali. Dove anche Vespa (data che ha spesso i risultati più freschi) diventa guardabile…Io la passo sempre con amici di sinistra, adoro sentirmi un emarginato che poi esulta e non viene capito…

    Anche io sono politicamente schierato,e da anni ormai, anche se in questi mesi ho lasciato sia la segreteria del partito modenese che quella dei giovani, dato che lavoro a Torino.
    Sono politicamente incazzato anche io, ce l’ho con quella parte di paese che non lavora, e vive sulle spalle dell’altra metà.
    Ma non sopporto questa continua denuncia sui tagli che la sinistra mette in piedi ogni qual volta c’è una vittoria di centro destra.
    Io a differenza di Berlusca, credo che la crisi ci sia,e non vedo altre strade che tagliare tagliare tagliare.
    L’unica cosa di cui sono stufo sono le settimane perse dal paese per parlare di intercettazioni, problemi con la giustizia, magistrati, di cui non mi interessa veramente un cazzo, ne in un senso ne in un altro.

    Io voglio uno stato efficiente, voglio uno stato a metà.
    La metà posizionata a nord però…provo vergogna per ogni arresto del PdL che non considero ne un partito, ne un aggregato capace di fare meglio della sinistra.

    Ma diamine! appena diventerai segretario, anche se giovanile, capirai cos’è la politica nella stanzetta dei bottoni, capirai chi mangia (mancia) con il tuo operato e capirai anche che le bandiere spesso nascondono i soldi (Specialmente in una regione dove il monocolore c’è da più di 60 anni).

    In ogni caso, in bocca al lupo, sinceramente.

    Saluti

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