04.2010 – Il vocalist

di Antonio Fornieri

Sei appoggiata al bancone del bar e ti stai sorseggiando il terzo Cuba della serata, anche se ti eri impegnata a non andare oltre il primo, ma sinceramente non avresti mai potuto immaginare che la serata potesse essere così orrenda, con le tue amiche che si sono già volatilizzate con qualche bel principe, in realtà erano più bei rospi che bei principi, ma l’alcol aiuta e c’è la crisi e non si dovrebbe fare tanto le schizzinose, a questo punto non puoi proprio permetterti di fare la difficile o ti maledirai per tutta la settimana, sola in casa a studiare la materia più orribile che l’uomo abbia mai generato e sei così impegnata a piangerti addosso che non ti sei nemmeno accorta di chi ti si è accostato, un bel mago di un metro e novanta, moro, elegante, profuma di pulito, indossa un orologio costoso, dài che magari ha anche un bel viso, dài girati, girati, girati, gli sfiori casualmente il braccio destro e lui si gira, ha in mano un Cuba, lo adori!, e ha il viso di Johnny Depp, mio dio, sorridi e dici scusami e lui sorride, il sorriso di Tom Cruise, dio santissimo, e ti dice ma figurati, scusami tu se ti davo le spalle e questa galanteria completamente fuori luogo ti scioglie le ginocchia come se fossero gasse d’amante fatte male e non puoi fare altro che borbottare un ma figurati, ma l’ha appena detto lui, cosa sei un pappagallo?, per fortuna lui prosegue sulla sua strada maestra e chiede il tuo nome e a lui dici il tuo nome vero, non ci pensi neanche di dire il nome falso che solitamente rifili ai rospi, e lui dice che bel nome e poi ti comunica il suo e scopri che ha origini francesi, idiota che pensavi fosse di Parma!, e ti dovresti sedere ma resisti, ti appendi al bancone come Ulisse all’albero maestro, il terzo Cuba era veramente di troppo, ti viene da confessargli ogni tuo segreto, con lui non puoi mentire, come si fa a mentire fissando due occhi di smeraldo?, e gli racconti di te e lui ascolta veramente, fa interventi intelligenti, tu chiedi di lui e lui lavora già, cavolo, si è appena trasferito in città, un appartamentino in centro, ci faresti volentieri una visita, e non ce la fai più, hai anche un po’ di pipì, ma non puoi andartene adesso, lasciarlo lì da solo in mezzo a tutte le squalesse che girano e gli chiedi se gli va di sedersi su un divanetto un po’ appartato e lui dice certo, evvai, ti azzardi a porgergli la mano, che lui stringe dolcemente, ha un palmo morbidissimo, quasi come la sua erre, niente ti può più fermare se non una cosa.

IL VOCALIST

urla nel suo microfono di merda che oggi è il tuo compleanno, che le tue amiche ti hanno fatto una sorpresa dell’altro mondo e devi assolutamente salire sulla piattaforma del dj a farti adorare da tutti, dove sei? vieni fuori!, e una tua amica, quella con le fantasie sul suo patrigno, ti ha visto, baldracca schifosa, e il tuo cavaliere, il tuo principe azzurro ti guarda come se dicesse che aspetti?, ti dice vai, forza!, lo guardi come se stesse partendo per la guerra, ma lui dice ci vediamo dopo, ti aspetto qui, allora va bene, basta che sia breve, gli dici faccio in fretta, ti lasci portare via dalla baldracca schifosa, fai sorrisi tirati, devi assolutamente andare in bagno, il vocalist ti porge il microfono e tu dici solo grazie, lui vuole sapere di più, come ti senti?, da dio e quando dici da dio intendi dire da culo, ma non si può, continui a guardare il principe, che ti sorride dal bancone del bar, ma è circondato da pinne triangolari che lo puntano come se stesse sanguinando nel mezzo dell’oceano Pacifico e hai una pipì dell’altro mondo, per fortuna il vocalist ha altre festeggiate da presentare, poi c’è un partecipante del Grande Fratello di sei anni fa, nessuno sa il suo nome, quindi ti lascia andare, alza le mani come i gabbiani, altrimenti non scopi fino a domani, e qui si sbaglia lo stronzetto, tu hai un principe che ti attende in trepidazione e le mani non le alzi, ti liberi della baldracca e delle altre con la scusa del bagno, che non è nemmeno una scusa, ci vai, ti liberi dal demone della pipì, ti risistemi vestito e trucco, ma veloce!, devi fare in fretta!, mentre esci un balordo ti fa gli auguri, grazie, un muro di persone ti impedisce di vedere il bar, permesso, ho detto permesso, cazzo!, ehi stai calma, sorella!, sorella?!?, ma dove sono capitata?, lasci perdere le buone maniere, spintoni un po’, rischi di spezzarti la caviglia su un gradino, rischi di spezzarti un tacco in una specie di tombino, i capelli ti si appiccicano al collo, i bassi di Silver screen sembrano prodotti da un moscerino in confronto al battito del tuo cuore e quando arrivi al bancone sei sudata del sudore di altri, il vestito è un macello, non vuoi pensare al trucco e tutto questo sarebbe anche accettabile se solo lui fosse lì a salvarti, a portarti via, a proteggerti dalla tua merdosissima vita, a raccoglierti e a guidarti in paradiso su ali dorate.

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