04.2010 – Il nocino

di Valentina Ferretti*

Salve a tutti cari amici mumblèr. La primavera è ormai alle porte. L’ora legale pare quasi un sedato ricordo delle grigie giornate invernali, sì sì, perché non ci crederete mai, ma anche nella “Bassa” arrivano le giornate lunghe e il sole! Tanto sole! Orde di ragazzini in pieno cazzeggio e molto accaldati popolano le piazze di parecchi paesi che fino a qualche settimana fa sembravano deserti, gli ormoni impazziscono, gli aperitivi non finiscono mai e tutti i profumi
esplodono e un’ondata di energia arriva e ci carica (ricarica) tutti. Ormai ci siamo. Una cosa diventa veramente importante: dobbiamo prepararci, non farci cogliere di sorpresa e sfruttare questa mareggiata di energie per fare tante cose, tutte le cose che si fanno col caldo: i concerti, gli aperitivi in spiaggia, il mare, le zanzare, prendere il sole, bere moltissimo, fare snorkeling, la Salerno-Reggio Calabria, la Romea, la superstrada, le feste in piscina, ferragosto, i cieli stellati, i bif, le grigliate, i lidi, le cene senza fine.. e potremmo continuare per un bel po’, ma questa vorrebbe essere una piccola rubrichetta enogastronomica (non così tanto dai, però ci proviamo…) e dunque ci soffermiamo sull’ultima occorrenza: “cene senza fine”. Le cene, d’estate, non finiscono mai. In questo primo appuntamento e negli altri se ce ne sarà modo, vi proporremo delle ricette, delle pozioni, dei buoni consigli diciamo… Per iniziare pensavo, dato il tema del mese, di proporvi il primo passo verso l’estate: il nocino. Sì sì, il nocino è l’estate nella bassa. Chi non ha mai intravisto la zia o la nonna scuotere (smasdàr) quei boccioni di vetro pieni di uno strano liquido? A volte s’incrociano case dove sembrano addirittura dimenticati e incustoditi (non lo sono mai incustoditi…). E invece no, è proprio in quei momenti che il nocino si sta facendo… Per scongiurare qualsiasi tipo di discussione ci affidiamo ad una sola ricetta, ben sapendo che ogni zdora ne ha una e spesso assolutamente segreta (oppure quando cedono e riuscite ad ottenerla o omettono o aggiungono particolari, inficiando il buon risultato del vostro preparato…), ci affidiamo a lui, l’unico ed inimitabile Pellegrino Artusi, mercante forlivese con una grande passione per la buona tavola, interesse che lo portò a tutti gli effetti a diventare il primo gastronomo della storia della cucina italiana (‘sti ca…). Ecco il nocino del grande Artusi: “Il nocino è un liquore da farsi verso la metà di giugno, quando le noci non sono ancora giunte alla maturazione. Noci (col mallo) n. 30; spirito, litri uno e mezzo; zucchero in polvere, grammi 750; cannella regina tritata grammi 2; chiodi di garofano interi 10 di numero; acqua decilitri 1; la corteccia di un limone di giardino a pezzetti. Tagliate le noci in quattro spicchi e mettetele in infusione con i suddetti ingredienti in una damigiana od un fiasco della capacità di quattro o cinque litri. Chiudetelo bene e tenetelo per quaranta giorni in luogo caldo scuotendo a quando a quando il vaso. Colatelo da un pannolino e poi, per averlo ben chiaro, passatelo per cotone o per carta, ma qualche giorno prima assaggiatelo, perché se vi paresse troppo spiritoso potete aggiungervi un bicchier d’acqua”. Ora, questa è la ricetta base per un buon nocino, semplice e indolore. Grazie Pellegrino. Grado di difficoltà: bassissimo. Un paio di consigli però: la tradizione vuole che le noci vengano raccolte e il liquore venga preparato entro e non oltre San Giovanni (24 giugno); usate dei guanti per tagliare le noci perché macchiano di nero le mani (ndr); per iniziare fate una sola dose, poi l’anno successivo potete variarla in maniera strettamente personale (oppure spiate i vostri parenti produttori di nocino); recuperate dall’amico barista le bottiglie vuote per imbottigliarlo; tranquilli, le nonne conoscono sempre qualcuno che ha le noci; sempre la tradizione vuole che si beva a natale, perché dopo averlo imbottigliato è meglio lasciarlo ancora riposare nelle bottiglie, quindi magari dovevamo partire l’estate scorsa per berlo nell’estate 2010, ma prima o poi bisogna iniziare…

Ingredienti e quantità:
Noci col mallo verde 300g
Spirito di vino gradi 36 1500g
Zucchero in polvere 750g
Cannella 2g
Chiodi di garofano n. 10
Acqua 400g
Scorza di limone q.b.

* La Vale è la Vale. Nota barista e chef finalese, organizzatrice della MAGNAFINAL settembrina della Città di Finale Emilia.

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