04.2010 – L’assenzio

Edgar Degas – L’assenzio

In un caffè, luogo deputato agli incontri alla moda, una donna e un uomo, stanno seduti una a fianco dell’altro, ognuno dei due chiuso in un isolamento silenzioso, lo sguardo vuoto e assente, i lineamenti disfatti, l’aria oppressa.

Quest’opera di Degas, intitolata originariamente In un caffè, ma oggi nota con il nome L’assenzio, può essere letta come una denuncia alla piaga della suddetta bevanda alcolica che, per la sua pericolosità, sarà in seguito messa al bando.

I personaggi raffigurati nella tela sono conoscenti dell’artista. Si tratta di Ellen Andrè, attrice e modella d’arte e del pittore e incisore Marcellin Desboutin.

Per aumentarne il senso di isolamento, il pittore relega queste due figure sulla destra e lascia lo spazio centrale della tela alla nuda presenza del tavolo scorciato su cui è abbandonata una bottiglia vuota. Questa inquadratura decentrata, che traeva ispirazione dalle stampe giapponesi, ben sottolinea i disagi e i malesseri provocati dall’abuso di alcol.

La portata realistica del dipinto all’epoca fu talmente evidente che, “poiché il quadro intaccava la reputazione dei modelli”, Degas fu costretto a precisare pubblicamente che i due non erano alcolisti. Comunque, la riconoscibilità è forte non solo per i modelli ma anche per il caffè ritratto nella tela, che si tratterebbe di “la Nouvelle Athènes”, in place Pigalle, luogo di incontro degli artisti moderni, una vera e propria fucina intellettuale della bohéme parigina.

Aneddoti a parte, questo dipinto ben rappresenta l’estetica Degasiana, che voleva “stregare la verità”: far divenire eterno il presente, traducendo la sua immagine in forma. Arte intesa non come fuga e rifiuto dai compromessi che la vita ci impone e dalla condizione umana, ma come ricerca realistica, apporto alla conoscenza ed espressione della verità.

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