05.2010 – Bella laica

Emiliano Rinaldi - Little red shoes

A parlar di donne e madonne ci si divide tra sessualità e morale. In ogni società c’è un codice morale più diffuso degli altri, e se nel nostro caso è quello cristiano, il laico viene automaticamente indirizzato a giudicare il comportamento femminile a partire dal ruolo sessuale che la donna riveste nella società. Chissà se la Bibbia intende l’uomo – zakàr – come “colui che penetra” e la donna – neqebàh – come “colei che viene penetrata”.  Ma interrogarsi sulle differenze tra maschietti e femminucce non significa semplicemente prendere atto di un pipetto e di una farfallina. La considerazione laica della persona ha da rivendicare uno spazio di moralità. Che sia un precetto retorico, è fuori discussione; mi frega, ché la retorica parlata è già filosofia in pratica. Pertanto chiedo e scongiuro che ogni donna mostri qualcosa di buono per questa società, qualcosa di buono che sia preferibile agli offuscamenti di mente del maschio. Sì perché da tante parti si dice che calcolino più freddamente degli uomini, che abbiano sempre l’ultima parola. Si dice poi pure che esse siano più intuitive o più impulsive, e questo genera grande confusione tra i maschi che proprio non hanno speranza di capirle. Eppure rimane il bisogno che le donne contribuiscano attivamente alla costruzione di una moralità allargata, nuova, lontano dalle sterili lotte di potere tra i soliti maschi. Oggi la donna è finalmente libera di compiere la sua strada, rispettata dai genitori e dai mariti per la sua indipendenza. Però che non sia l’ennesima riproposizione della stratificazione sociale vigente. Questo l’uomo, il maschio, ha fatto per secoli: dividere le persone, sottolinearne le differenze e creare istituzioni per il mantenimento di queste distinzioni. E l’indipendenza della femmina al suo fianco non ha mai salvato il diverso dalla sottomissione. Si scrivano articoli contro le lezioni di indipendenza impartite da chi intende la propria liberazione da un potere esterno come riproposizione dello stesso potere all’esterno. Le puttane, i leghisti e i leccapiedi.

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