[love talking] Lei viene prima

E fu così che all’ultima riunione di redazione mi fu imposta la produzione di una nuova puntata del serial giornalistico più odiato dalle donne (per lo meno quelle della mia vita).
Toglietevi i reggiseni e lanciateli con fare isterico verso il sottoscritto: Love talking è tornato, signore!
E siccome questo numero tratta in particolar modo di voi (e a quanto ho intuito non in ottica sempre positiva), mi sono giocato la carta migliore e ho deciso di parlare di orgasmi.
Orgasmi femminili, chè quelli maschili sono troppo semplici da meritarsi un’intero articolo di questa sottovalutatissima rubrica.
Mi sono documentato e ho letto una serie di saggi (okay, magari solo le retrocopertine).
Uno, in particolare mi è piaciuto (questo l’ho letto sul serio): si chiama She comes first ed è scritto da Ian Kerner, sessuologo statunitense.
Come ogni uomo che ha passato sufficiente tempo nelle trincee dell’atavica guerra tra i sessi farebbe, il caro Ian esordisce ricordandoci che l’orgasmo femminile è cosa alquanto elusiva.
Potremmo paragonarlo ai politici onesti o alla tivvù di qualità: sappiamo che sono là fuori, però non ci entriamo in contatto così spesso.
Capire la sessualità femminile, in effetti, può essere complicato quanto seguire un corso di Scienze delle Costruzioni spiegato da un lemure ubriaco. E spesso a molti capita di essere segati all’esame.
Perchè, si domanda Ian (e non solo), a volte è così difficile per le ragazze raggiungere l’orgasmo, quando ai maschietti spesso basta un’ occhiata al cassetto della biancheria intima delle propria partner?

Alcuni antropologi affezionati a Darwin ipotizzano che questo “ostacolo fisiologico” sia una specie di dispositivo evoluzionistico che indurrebbe al rapporto monogamo l’uomo, al fine di una migliore organizzazione sociale. In altre parole, proprio in virtù del fatto che l’orgasmo femminile non è sempre di facile raggiungimento, l’unico modo per riuscire ad arrivarci è stabilire un rapporto più intimo e profondo con la donna.
Questa seppur inconscia considerazione spingerebbe la donna a cercare relazioni con uomini disposti a dedicar loro sufficiente tempo della propria routine giornaliera; uomini in grado, insomma, di famigliarizzare con la loro sessualità. Il Dott. Kerner afferma che <<gli orgasmi femminili sono l’opposto dei manager della Enron: non mentono mai>>; dicono alle donne la cruda verità su tutto, anche, per esempio, se il rapporto sessuale appena avuto è stato sentimentalmente appagante o meno.
Infatti, durante l’orgasmo, la donna rilascia una grossa quantità di ossitocina, detta anche ormone delle coccole, che facilita una generale sensazione di attaccamento al partner. Ma studi clinici hanno dimostrato che se non c’è niente a cui attaccarsi, se non c’è sufficiente trasporto emotivo da parte femminile, il rilascio di tali ormoni è assai minore, e l’orgasmo si trasforma, a livello mentale, in una specie di promemoria del rimorso.
In altre parole, l’orgasmo potrebbe indurre la donna a pentirsi del rapporto appena avuto.
Questo stato d’animo viene detto post orgasmic regret o post orgasmic chill (che quindi non è semplicemente il titolo di un album degli Skunk Anansie, ma anche un termine medico vero e proprio!).

Ragazze, vi siete mai sentite di merda, subito dopo un rapporto sessuale?
Beh, diventate educate, smettete di dire <<sto di merda>> e sostituite questa volgare espressione con un molto più raffinato <<sono in fase di gelo post-orgasmico>>.
E se invece di orgasmi non ne avete avuti? Dice sornione Ian: <<allora quello che potreste sperimentare è il post faking regret>>, ossia il rimorso di aver aiutato lo studente di economia, incontrato sbronzo perso alla festa di medicina, ad avere avuto godimento sessuale, mentre voi non avete ricevuto nulla in cambio.
A parte le spiritosaggini, ciò di cui è sempre bene essere consapevoli, o donne all’ascolto, è che il sesso ha sempre ripercussioni sul vostro stato d’animo: può, a giochi conclusi, farvi pensare all’amore, nonostante vi siate più volte chieste perchè vi trovaste a letto col ragazzo di turno; può indurvi all’allontanamento da un ragazzo per il quale inizialmente provavate forte attrazione.
(Tutti motivi buoni per ringraziare quotidianamente l’Onnipotente di essere nati uomini, insomma).

Infine, Ian si chiede se la donna si stia muovendo verso un era di regretful orgasms, ossia di orgasmi troppo spesso accompagnati da pentimenti di vario tipo.
Gli scatenati anni ’60 hanno spianato la strada agli edonistici ’70, dove il sesso senza rimorso è stato accettato come normale forma di comportamento femminile.
Le donne, da allora, hanno notevolemente accresciuto il loro generale status sociale.
Hanno iniziato a guadagnare quanto gli uomini, si sono liberate dal fardello della ricerca di un uomo che avesse come principale requisito la stabilità economica.
Hanno protestato, inventato il femminismo, scassato giornalmente gli zebedei redarguendo ogni scostumato si riferisse a loro con termini quali gnocca o bella topa e poi hanno iniziato a guardare tutte, contemporaneamente, Sex and The City, convincendosi che scorazzare mezze nude per le metropoli, ubriache di Cosmopolitan, fosse una cosa estremamente cool e liberatoria. In altre parole, afferma Kerner, le donne occidentali moderne potrebbero essere passate dall’era della liberazione sessuale a quella dell’ostentazione sessuale, che è, a conti fatti, solo una più sottile forma di sudditanza comportamentale a stereotipi eteroimposti.
Ora, non so cosa significhi di preciso quello che ho appena detto, ma è evidente che una serie simile di parole incomprensibili non può portare che a qualcosa di molto brutto (come, per esempio, orgasmi traboccanti rimorso).
Insomma, conclude Kerner, le donne dovrebbero piantarla, una volta per tutte, di cercare di fare sesso come gli uomini, e dovrebbero, piuttosto, iniziare ad insegnare a questi a fare sesso come le donne!

P.S: visitate beautifulagony.com e fatevi una cultura!

P.P.S: non è area di mia competenza, ma mi permetto di consigliare come brano sexy del mese Angel Echoes di Four Tet, ipnotico e suadente al punto giusto. Strappamutande, insomma. Suonatela a ripetizione, maschietti, la prossima volta che vedete la vostra amica speciale. Magari è la volta buona che riuscite a renderla felice.

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