05.2010 – Uomo/Donna


Nei rapporti uomo donna, la competizione campeggia maliziosa nel gioco degli sguardi. Le relazioni sono sempre più pericolose. La contemplazione estetica di una donna, un tempo immacolata, è viziata da una certa stizza, che mai prima d’ora avremmo annoverato fra i sentimenti provati verso il femminile. D’altra parte la loro invidia la si sente sulla pelle, la si può collezionare. Il loro obiettivo, conscio o inconscio che sia, sembra essere quello di distruggere, annichilire, spazzare via. La loro aggressività repressa corre sotto un primo strato di delicata epidermide, pronta ad esplodere in densi e concitati lampi di violenza verbale se non fisica. Lo scandalo non ci scandalizza, la cattiveria non ci stupisce. O almeno non dovrebbe stupirci più. Il male è banale. Non si tratta di male intelligente, di cattiveria intelligente, si tratta di istinto. Il loro istinto che, lungi dall’essere una vocazione, un’attitudine protettiva per la vita, è diventato un impulso in parte irrazionale alla conservazione di sé e dei propri interessi, una cura ipertrofica tendente alla cecità e alla cancellazione dell’altro come “altro” portatore di confronto e scambio reciproci, sostituendolo con un “altro” che può essere ostacolo o contributo al raggiungimento dei propri interessi. Ma quali siano poi questi interessi, non è molto chiaro nemmeno a loro. Perdute ormai in una rovinosa caduta morale, in una picchiata etica, per loro è troppo tardi per domandarsi quando iniziò tale caduta, e per quali motivi. E per altro la frenesia e l’agitazione che dedicano a questo allegro ruzzolare mondano non gli permette di interrogarsi sui propri desideri, se non su quelli a portata di mano, raggiungibili quasi immediatamente. La legge che regola le loro azioni e i loro pensieri è la legge dell’impermanenza, l’assoluta impermanenza. Se io vivo in una dimensione dove il tempo scandisce la causa e l’effetto, o viceversa, loro abitano un mondo transitorio privo di responsabilità, dove la parola non impegna, dove il gesto non costituisce significato, dove la logica ha cattivo gioco. Dalle loro bocche escono solo bugie. E il linguaggio stesso diviene menzogna e inganno nelle loro mani. La loro prima preoccupazione è che non restino tracce. Il loro primo interesse è non affrontare le conseguenze, in nessun caso affrontare le tristi conseguenze delle loro (simul)azioni.

Aggressività, ignoranza , mancanza di introspezione, assoluta noncuranza degli altri ed imperturbabilità. Di tali nozioni sono dotate, di tali abilità sono munite nell’andare per il mondo. Con queste armi affrontano le relazioni umane. Con queste cose nel cuore recitano la loro parte. Non si curano nemmeno di cambiare la maschera che indossano, qualora avvenga che l’altro la riconosca come tale. Se l’altro se ne accorge, sono fatti suoi. Cambiano semplicemente pubblico. Cambiare pubblico è la loro specialità, non il cambiare travestimento. Da qui la loro costante incoerenza, la loro coerente incostanza. Un unico personaggio ben tratteggiato, limato con cura, perfezionato col passare del tempo e con l’esperienza trae in inganno tutti. Amabile sbarazzina o intraprendente pantera, schietta e spontanea o timida e ingenua, la donna ha l’imbarazzo della scelta nel scegliersi le proprie caratteristiche. Impara molto presto. Impara nell’infanzia. Cresce respirando e mangiando falsità. E’ la falsità. Ci supera talmente tanto in questa arte che già ai tempi delle scuole elementari eravamo presi da un oscuro disagio, indecifrabile e incomprensibile al cospetto delle loro azioni e delle loro parole. Già si avvertiva, nelle ciarle falsamente spontanee pronunciate con voce acerba e petulante, la volontà, e peggio, la capacità di fare del male, di ferire. Un amaro canovaccio inesauribile, una commedia dell’equivoco dove proprio l’equivoco è abilmente programmato e innescato intenzionalmente per evitare le proprie responsabilità, per tenersi sempre aperta una via d’uscita, anzi di buona uscita… L’intenzionalità, la premeditazione dei loro raggiri le rendono odiose. E come reagiscono di fronte all’evidenza del loro smascheramento! Le loro giustificazioni hanno del grottesco. Sfrontate, perseverano nella truffa, insistono fino in fondo, non sitirano mai indietro, nemmeno per un momento, sempre pronte a ricominciare, a prendersi nuovamente gioco di te, frastornato, scandalizzato, indignato sì…ma vittima! Già, nemmeno per un momento devi illuderti di avere a che fare con il loro assetto definitivo, con la loro ultima essenza. In conclusione, un rapporto con loro è un vuoto a perdere, un gioco al massacro: il tuo. Il consiglio è quello di arraffare il possibile, sfruttando i loro stessi metodi. Purtroppo uno dei loro tratti distintivi è la tenebra nei loro cuori. Impotenti di fronte alla loro indecifrabilità, alle loro nebbie, ci affanniamo nell’indovinare cosa gli passi per la testa, e in ogni caso optiamo immancabilmente per la mossa sbagliata, per nulla assistiti in questa scelta, alla mercè del nostro solo intuito. Afasia, abulia, apatia… questi gli effetti dei nostri sforzi. Da parte mia, io rispondo con idiosincrasia, rigetto e ripugnanza…queste sono le mie ricompense per il loro atteggiamento.

di Manuel Marchetti

http://www.myspace.com/manuelmarchetti

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