Un mondo di lavoro!

Leggo con curiosità e interesse le pagine di Repubblica – “Miojob” (che nome orrido, davvero, io non ne posso più di anglicismi a gratis) sull’inserimento dei neolaureati nel “mondo del lavoro”. Sì perché gli anni universitari sono un simpatico divertissement con cui ti bruci almeno 36 mensilità potenziali e contributi che non sussistono e non sussisteranno, dato che il riscatto costa almeno 4500 € per ogni anno di studio, anni spensierati durante i quali magari oltre a studiare hai pure svolto un “lavoretto” che per quanto merdace sia ti ha occupato tempo e fatica.

I dati della prima tabella si possono riassumere così: meno del 6% dei neolaureati entra “nel mondo del lavoro” con un contratto a tempo indeterminato. Al contempo quasi il 40% inizia il proprio rapporto di lavoro attraverso uno stage o un tirocinio, giusto per procrastinare ulteriormente la responsabilizzazione degli uomini e delle donne che sudano per laurearsi.

Di ricamo, l’articolante indugia sull’addio dei “giovani” al posto fisso, e su tutte le menate del genere. Ma fin qua, caro il mio lettore, non avrai sorprese.

Passiamo alla seconda tabella: scopriamo così che lo stipendio lordo annuo medio di un neolaureato oscilla tra i 22 mila € (ccnl metalmeccanico) e i 26 mila € (ccnl chimico/farmaceutico).

Ovvero, un neolaureato guadagnerebbe almeno 22 mila euro lordi all’anno. Ora, al di là del fatto che un neolaureato nel 94% dei casi non ha uno stipendio annuo, perché, appunto, non viene assunto con un contratto a tempo indeterminato, vi invito ad un’altra semplice riflessione.

Moltiplicate per 12 lo stipendio che avete percepito nell’ultimo mese. Il prodotto “p” così ottenuto è forse minore di 22 mila euro (o della retribuzione contrattuale immaginata dall’autore – sempre che la vostra retribuzione sia regolata da un contratto collettivo nazionale)?

Bene, vorrà dire che c’è qualcuno là fuori che nel primo anno di lavoro dopo la laurea percepisce 22 mila + 22 mila – “p” € al vostro posto.

Il mio compagno di media aritmetica dev’essere Balotelli. Ah, no, lui manco l’ha iniziata l’università.

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