08.2010 – QUANTA FRETTA PER DIRE COME VA?!

Solo, sempre solo, sarò io dalla nascita alla morte,

sempre io, vagabondo in terra straniera.

Unico centro dell’universo,

nevralgico, equilibrio cosmico.

Inizio e fine ultimo del cosmo.

Spartisco pochi soliloqui con chi mi tange d’attenzione nell’istante.

Sintetizzo elementi con premura, per, mantenere la mia essenza

e cerco di protrarla,

al tempo, in compagnia,

sessuale,

e con i miei prodotti, dell’anima.

Faccio girare il mondo come un equilibrista

sopra una palla, facendola rotare.

Quanta fretta, quanta fretta, per dire come va?

Cosa? Perché?

Niente di niente, che c’è?

Niente e poi niente ancora, niente di tutto.

Sei preso male? Non ti dai da fare?

Solo diletto.

Parrebbe strano, sicché, si gareggia

uno contro uno e metto in gioco la mia faccia.

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