08.2010 – Scoppiare

Le aree più inquinate d’Europa

Scoppiare, soffocare, caldo umido, grigio senz’ombra. La distesa si sveste di tutto quel che non strappa il soldo facile dell’affarista tragattino. Strangolarsi costante e autoindotto di chi ha la responsabilità sulla nostra terra. Gli amministratori concedono lo spazio che purtroppo ha da aver sempre un proprietario, un possidente, sia esso spazio quello di un campo di frumentone, una piantata, una bonifica o lo spiazzo coi ruschi di Càbianca. Hanno sempre un padrone lo spazio di un condominio, di tre panchine lungo il viale, di un bar. Lo spazio è ugualmente inesistente se non nell’occhio e nel cuore di chi lo vive: così noi lo scegliamo e lo modifichiamo ogni giorno. Siamo noi tutti a subire le conseguenze sanitarie e visive di queste scelte, che partono dalla modifica di un piano regolatore e passano attraverso l’indifferente passività nostra, prima di approdare alla rada del rimpianto del verde che fu intorno ai medesimi noi, di qualche anno più aspri. Siamo noi a pagare per la gelida bruttezza di decine e decine di capannoni che agonizzano alcaldo della bassa. L’esercizio cui dovremmo sforzarci: immaginare minuto per minuto, metro per metro, dettaglio per dettaglio, ciappa per ciappa il cemento che ci attende al varco.
L’articolo nasce per esprimere il no dell’autore al progetto di costruire un’autostrada “cispadana” che attraversi la bassa modenese, da Reggiolo a Ferrara. Eppure il sottoscritto non riesce a presentare con forza sufficiente la propria posizione, illanguidita dalle tante critiche positive che ne sostengono la realizzazione. Tra l’altro il suo rationale fa molto Worstward Ho di Beckett in questo. E la sua storia (per il giornalismo anglosassone gli articoli sono stories d’altronde..) finisce nella metodologia capace di plasmare un (buon? bel?) giudizio, che sappia convencere tanta gente. Il metodo scelto infine è quello accennato sopra: farsi il viaggio, immaginare, plasmare, sentire i differenti odori, proiettarsi nelle situazioni alternativamente presenti dinnanzi a sé. Costa lo stesso sforzo pensare a quanto sarà bello entrare al casello di Rivara ed essere ai Lidi in un’ora, sfrecciando sopra i giardini e le pere, oppure ricordarsi di quanto sia benedetto il tempo goduto a rilento sopra un argine, o in piscina in mezzo a un prato con una miscela fresca alla menta in mano, senza dover intercettare con gli occhi il ronzio di chi ti ricorda che il tempo vola e noi ne sfidiamo la velocità.

Il tracciato della futura autostrada

Il sogno di ogni politico…asfaltare!

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