11.2010 – Le ultime parole famose

Minuto 60, metà ripresa ormai se ne è andata, siamo sotto e il ritmo è blando, fiacco. La mente è annebbiata, le gambe molli e quella maledetta palla è sempre tra i loro piedi. A bordo campo il vecchio bomber si toglie la tuta ed è pronto ad entrare. “Se il Milan si aggrappa a Pippo non è detto che sia una bella cosa” è il commento del telecronista. Le ultime parole famose.

Inzaghi ha quell’aria lì, un po’ stropicciata, di quello che sembra capitare per caso. Guardi le rughe profonde sulla fronte e sulle guance dei suoi 37 anni e lo pensi anche tu che, in fondo, nella sfida fra Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo, il vecchio Pippo non c’entri niente..

Poi mette un piede in campo lui e l’aria comincia a surriscaldarsi. Primo pallone vagante ed è subito lì che scalcia, sbuffa, spintona. È carico a bestia e il pubblico lo sente, lo avverte. Si avventa su ogni palla, scatta, si appoggia, strattona. Palla lunga da dietro, la mette giù, salta l’avversario che lo stende. Fallo dal limite. E lui è già schizzato in piedi, indemoniato come ai vecchi tempi, che si sbraccia per incitare la curva: crederci, crederci! Boato. L’atmosfera è elettrica, si sentono schioccare le prime scintille mentre il vecchio bomber comincia a sputare tutto il suo veleno.

Minuto 63, lancio lungo, Pepe liscia e Ibra scaraventa un cross mancino in area, Casillas è fuori posizione, intercetta ma non trattiene. Poi c’è lui, sempre lui, solo lui. Palla in rete. Mix perfetto di adrenalina, cuore, anarchia, passione e sacrificio. Pippo Inzaghi l’immortale è sempre stato così, ogni volta che lo dai per finito lui risorge sempre. Nel Dicembre del 2001 si frantuma un ginocchio in uno scontro con il portiere clivense Lupatelli. Un infortunio grave che può costare una carriera ma non ferma Pippo che, la stagione successiva, torna e segna 30 reti (12 nella Champions League vinta dal Milan ai rigori contro la Juventus a Manchester). Alla fine del 2003 una serie di infortuni a schiena, ginocchio e gomito tengono Inzaghi lontano dai campi per quasi un anno. Pippo torna, classico gol in Champions contro il Celtic poi ancora un lunghissimo stop. Questa volta è la caviglia a fermarlo per un anno intero. Inzaghi va a curarsi ad Anversa, passa le giornate a correre sulla sabbia per recuperare dall’infortunio e tutti pensano “è finito, come Van Basten”. Le ultime parole famose. Pippo l’immortale torna ancora e ricomincia a segnare. 17 gol nel finale della stagione 2005-2006, 1 rete al Mondiale di Germania e la trionfante volata finale nella Champions League del 2007: 6 gol, di cui 2 in finale con il Liverpool. Poi un gol in Supercoppa Europea e altri 2 nella finale del Mondiale per Club. Pazzesco. Dopo le luci, però, tornano a comparire le ombre e la stagione 2009-2010 sembra quella dell’inizio del declino: poche presenze, più che altro a partita in corso, e soltanto 4 reti.

Poi arriva il minuto 78 di Milan – Real Madrid. Lancio di Gattuso e Pippo scatta sul “filo” del fuorigioco (specialità di casa Inzaghi) e batte Casillas. Delirio puro per un gol che sa di leggenda. 70 reti in Europa (superato il primato di Gerd Muller e Raùl fermi a 69), 125 nel Milan (1 più di Van Basten) e 315 in carriera (4° italiano di sempre dopo Piola, Meazza e Roby Baggio), Pippo diventa anche il più anziano marcatore nella storia della Champions League con i suoi 37 anni e 85 giorni, superando il precedente record di Javier Zanetti.

A fine partita (conclusasi 2 a 2) i riflettori sono tutti per lui: “Peccato, volevo vincere” sono le prime parole, “La doppietta di questa sera è per i giocatori italiani, troppo spesso bistrattati”. Pippo non risparmia una frecciatina polemica: “Spesso i commentatori si dimenticano di me, ora saliranno tutti sul carro: ma è bello cosi”. Infine una dedica speciale: ”L’avevo promesso a Stefano Borgonovo (ex-calciatore degli anni ’80 affetto da sclerosi laterali amiotrofica n.d.r.), lo dedico a lui”. Grande uomo e magnifico campione.

Written By
More from matteo martini

06.2011 – Il vizietto

“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi” è la...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *