10.2010 – La trota celtica.

di donato gagliardi

Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi, diceva Francesco di Gesù, noto ai più col nome di battaglia di Frankie HINRG Mc. I mostri ci circondano, ci governano e, regolarmente, prendono le nostre sembianze.

Purtroppo, sempre più spesso, i primi mostri dai quali doverci difendere siamo noi stessi.

Ed è per questo, per questa continua oscillazione tra i Jekyll e gli Hyde che coabitano nei nostri sempre più divisi ego, che rendersi conto delle mostruosità contingenti sta diventando impresa ardua. Nonostante questo, alcuni obbrobri continuano a farsi notare, a spiccare tra le folle di famiglie Addams e balrog inferociti, ma ormai borghesi, coi quali abbiamo giornalmente a che fare. Tanto per stare in ambito politico, come non citare le figure ormai mitologiche del Quattrochiappe (conosciuto altresì come Capezzone), mostro dotato di surplus adiposo modellato a  deretano e posizionato tra fronte e mandibola? O del Renfield, detto anche Gasparri (o, più comunemente, Capiccazz’), che per sopravvivere necessita l’apparizione in tg nazionali almeno cinque volte al giorno (nonchè la costante approvazione su ogni azione intrapresa, da parte dell’ Oscuro Cavaliere)? O, ancora, del Grillo Oracolare, sempre più rozzo demagogo travestito da rivoluzionario e sempre meno alieno ai ragionamenti del politico di professione (quando un rivoluzionario non è un poeta finisce per essere un dittatore o un burocrate, un traditore dei propri sogni, diceva qualcuno…). O del Don Abbondi, un terzo ex comunista idiota, un terzo cattolico fervente e idiota, un terzo leccaculo instancabile e immancabilmente idiota?

No, ecco, non si può non citarli, dunque lo abbiamo fatto.

Ma una nuova temibile creatura si sta facendo largo in questa giungla infernale, un nuovo essere venuto da Mordor staglia la sua ricciuta sagoma sul futuro dei nostri figli: la Trota Celtica.

Di origine, come già accennato, mordoriana (Mordor in provincia di Varese), la Trota ha un pedigree invidiabile, in quanto padanissima prole (la madre è sicula) dell’ancor più temuto Senatùr Insubre, famoso per la millantata erezione perenne del proprio membro (ciao, Luisa Corna) e della certificata erezione perenne del proprio dito medio.

La Trota Celtica nasce e si sviluppa in quel brodo primordiale, commistione di xenofobia indorata da teorie sociologiche d’accatto e totale disinteresse per lo studio e la cultura (in quanto di secondaria importanza, rispetto alla battaglia vitale per il futuro del popolo padano), tipico di alcune aree del nord Italia (o del centro Padania).

In previsione della sua futura evoluzione in Squalo, la Trota trascorre i suoi primi diciassette anni in totale cazzeggio, fiducioso che l’amore paterno lo indirizzerà, a tempo debito, sulla giusta via, senza alcun travaglio.

Poi, dal diciottesimo genetliaco, inizia ad inanellare una serie di successi indiscutibili: bocciatura all’esame di maturità, seconda bocciatura all’esame di maturità, terza bocciatura all’esame di maturità, interviste pregne di dichiarazioni autorevolissime (“nella vita bisogna provare tutto tranne droga e culattoni” o “non sono mai stato a sud di Roma”), pubblicazione in rete del videogame “Rimbalza il clandestino”, management della nazionale padana di calcio, ed infine (seguendo le orme del fratellestro, impiegato come assistente accreditato al Parlamento Europeo e retribuito con un equo stipendio di 12000 Euro mensili) elezione per acclamazione a consigliere regionale (9.400 Euro netti al mese).

Se pensate che sia troppo stupido per essere vero, se pensate che lo stuolo di Fumagallibrambillacazzaniga, partito alla conquista definitiva della Padania e che sostiene politicamente ed economicamente il Senatùr, non possa accettare che il loro condottiero si abbassi a simili nepotismi, mettetevi gli animi in pace: “Un messaggio chiaro su chi verrà dopo di me. Quando passerò la mano, non adesso, qualcosa di me resterà” è la dichiarazione del Seanatùr, alla prima uscita pubblica in compagnia della Trota, nel marzo del 2005. La Lega promette e mantiene.

N.d.r: E’ a nostro avviso opportuno ricordare ai lettori che il fratellastro della Trota Celtica è tale in quanto figlio della prima moglie del Senatùr, quella che raccontò in un’intervista di aver chiesto la separazione dal marito dopo aver scoperto che l’Insubre usciva tutte le mattine di casa con la valigetta del dottore, “ciao amore, vado in ospedale”, senza essersi mai laureato. Certe dichiarazioni contengono una tale cosmica bellezza che è ingiusto farle passare così in sordina.

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1 Comment

  • dichiarazioni autorevolissime (“nella vita bisogna provare tutto tranne droga e culattoni” o “non sono mai stato a sud di Roma”)…

    Ecco, posto che a sud di Roma in molte zone(Taranto esclusa) si respira un’aria non dico salubre, ma compatibile con le esigenze dei polmoni UMANI, devo confessare che vivo nella segreta speranza di poter salutare il trota sul mio, o preferibilmente sul SUO letto di morte, e sussurrargli nell’orecchio: “…cara trotina, che vita di merda che hai fatto, e ti ricordo che la cocaina non è un farmaco. Papà non ti disse dunque.”

    Chapeau again all’articolo di DON Ato.
    E per concludere:
    VIVA LA FIGA!..e mi raccomando…VENIRE NEL CULO,orcodio!!

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