Hermann Nitsch e l’opera fallita.

Quando ci si è accorti che il progresso di cui noi occidentali siamo andati sempre così tanto fieri, si portava dietro con sé tutta una serie di spiacevoli inculate, era ormai già troppo tardi per tornare indietro. Tuttavia in molti ci hanno provato, così è da ormai un secolo a questa parte che qua e là per l’occidente spuntano figli della terra, primitivisti, selvaggisti, naif, spiritualisti di tendenze buddistiche animistiche cosmiche orgiastiche con tutte le varie derive pop fricchettone del caso.

Hermann Nitsch sembra essere abbastanza convinto dell’efficacia dei suoi riti “misterico-orgiastici”. Nella repressiva società dello scambio, del frazionamento, della parcellizzazione, dell’efficienza, in piena era di dominio della tecnica, secondo alcuni la massima occupazione dell’arte deve essere lo scavare nell’Es, dar sfogo alla autentica animalità umana, far finalmente riemergere quel dionisiaco che per così tanto tempo è stato represso e sacrificato in nome della civiltà e del progresso. Si, ma come? Hermann Nitsch sembra aver trovato il modo. Prendendo un po’ dalle orge dionisiache, un po’ dalle passioni di Cristo, dai vari espressionismi europei ed evolvendo le sue performance degli anni ’60 ha dato forma alle ”Orgien und Mysterien Spielen”: performance/riti che durano giorni interi e coinvolgono decine e decine di persone, vitelli capre maiali sacrificati e squartati, crocifissioni e grandi bevute di sangue. Tutto decisamente molto suggestivo, ma è anche realmente catartico? Ha Hermann Nitsch il potere di far riemergere il dionisiaco? Quello che Hermann Nitsch non sembra tenere in considerazione è l’ipotesi di un fallimento della sua opera. Per inciso: il fallimento in arte non è da scongiurare come lo è nelle altre discipline. L’inutilità propria dell’arte, la natura enigmatica dell’opera e il contenuto di verità presente in essa non permette al fallimento di privare l’arte della propria ragion d’essere. Anzi il fallimento e la presa d’atto di tale fallimento è l’unica via d’uscita che permetterebbe all’arte di esistere senza cadere nel ridicolo o esser ridotta a banale allegoria o esercizio tecnico.

Come è possibile credere che le Orgien und Mysterien Spiel abbiano un forza tale da riuscire a disfare ciò che la civiltà ha creato nel corso dei secoli, che, meticolosa come un torturatore cinese, ha raggiunto capillarmente i più profondi strati dell’io? come si può essere convinti di poter far saltare, non semplici concetti o nozioni, ma strutture e categorie di pensiero e di linguaggio con cui i concetti e le nozioni vengono formati?Tenendo presente quanto detto, l’unico modo per “salvare” l’opera di Hermann Nitsch è considerarla come opera fallita.

(Felice Moramarco)

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