Cocaina

[di Jacopo Zanaglia]

Ah, cara coca… E cari cocainomani!
Ma chi sono questi fantomatici gonzi dell’euforia come panacea? Come sappiamo, lo stato italiano utilizza responsabilmente questo portentoso strumento: molte delle nostre leggi nascono dall’inusuale fusione tra l’immacolata volontà dei nostri politici e la loro costanza nell’uso della polvere di stelle. Oltre ai venerandi strateghi dopaminici, i grulli in questione sono più che altro appartenenti alla medio-alta borghesia, perché la C., si sa, costa. Ma non tutti sono citrulli per gioco. Gli sciocchini che prendiamo in causa non c’entrano nulla coi bambini-soldato dell’Africa occidentale che prima della battaglia si sparano la brown-brown (cocaina e polvere da sparo) per anestetizzarsi o coi signori boliviani che la mattina si mangiano una foglia al posto del caffè. No no. I nostri biricchini ne fanno un abuso ludico e arbitrario. Ma accantoniamo i balocchi e volgiamo lo sguardo sulla bella Argentina. Avete mai sentito parlare del “Paco”? E’ uno stupefacente ricavato dagli scarti del processo della C., creato da neppure 10 anni appositamente per aprire un nuovo mercato di scarti. Guarda caso come per i nostri baggiani i primi consumatori sono stati quelli della media classe sociale. Il paco toglie la fame e i desideri, costa pochissimo ed è potente: intuibile la velocissima espansione nel mercato dei poveri, come i tra i cartoneros, o tra gli adolescenti delle villas miserias. Tuttavia ha anche un down spietato, che ti spinge subito a volere una seconda dose, e poi una terza, e cosi via. Quindi, costa meno dell’originale C., ma si vende più facilmente e la dipendenza è assicurata: quale modo migliore per gli ingordi narcotrafficanti e connesso sottobosco di corrotti per aumentare il proprio capitale?
Il grumo di polvere bianca, più spesso e duro della C., viene fumato con pipe di metallo (ricavate da antenne, tubi, lattine), e contiene residui di C. mischiata a cherosene, acido solforico e alcalina. Il metallo usato per aspirare brucia labbra e polmoni. Le conseguenze della tossicodipendenza sono devastanti, spesso mortali. Il paco è un punto di incontro nel complesso sistema di criminalità organizzata, controllo sociale e mercato, sistema che trova le sue radici nel fango e le alimenta coi cadaveri dei disgraziati, successivamente sepolti sotto un cumulo di retorica.
Se con un atto di violenza potessi obbligare i cari plutocrati a riconoscere la verità, se potessi scoprire la loro cappa di ebetismo, lo farei. Ed è terribile sapere che qui si droga chi può avere tutto, mentre la chi non ha altra scelta. E’ ripugnante sapere che qua, quando un ricco tossico si sente male (magari dopo un bel bunga-bunga), nella maggior parte dei casi c’è un corteo di persone e strutture pronte ad aiutarlo e giustificarlo, mentre là quasi inevitabilmente c’è una solitaria morte, sociale o fisica che sia.

Tags from the story
, , ,
More from pepito sbarzeguti

[storie piccole] The last day on Earth #3

Tra le storie piccole raccolte dalla grande M, quella di Arianna R....
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *