01.2011 – Il maledetto United

Il più grande fallimento della storia del calcio moderno nasce sulle candide sabbie di Maiorca.

È l’estate del 1974 e Brian Clough è sdraiato sotto il cocente sole delle Baleari quando un emissario del Leeds United gli comunica che il club campione d’Inghilterra ha scelto lui per sostituire Don Revie, designato dalla FA per sedersi sulla panchina della Nazionale Inglese.

Brian Howard Clough è un arrogante, irriverente, scontroso ed imprevedibile bastardo, ma è anche un vero e proprio genio del football britannico. Ex attaccante di Middlesbrough e Sunderland (251 gol su 274 partite totali disputate), Clough interrompe la sua carriera di calciatore professionista in seguito ad un  grave infortunio al ginocchio e comincia quella di allenatore nel 1965 sulla panchina del Hartlepool. Nel 1967 passa alla guida del Derby County (Seconda Divisione) e ne diventa una leggenda. Ottiene la promozione in Prima Divisione nel 1969, nel 1972 vince il titolo di campione d’Inghilterra per la prima volta nella storia del club per poi arrivare alle semifinali della Coppa dei Campioni del 1973 da esordiente assoluto nelle competizioni europee.

Memorabili le dichiarazioni rilasciate da Clough alla carta stampata: dopo l’eliminazione in Coppa Campioni ad opera della Juventus definì pubblicamente i giocatori Italiani “cheating bastards”, ma il suo incubo, la sua ossessione calcistica erano il Leeds United e il suo tecnico Don Revie. Clough li descrisse come scorretti, violenti e definì illegali e immeritate le loro vittorie, ottenute grazie ad uno stile di gioco deplorevole fatto di astuzie e scorrettezze.

Nonostante ciò, il 29 luglio 1974 Clough accetta l’incarico di guidare il Leeds, mette in gioco tutto e lancia la sfida contro il suo spauracchio, per cancellarne le ombre del passato e, soprattutto, del futuro.

You can all throw your medals in the bin because they were not won fairly”. Clough si presenta così al suo primo allenamento con il Leeds. Lo spogliatoio, indispettito e screditato dalle sue affermazioni, lo rifiuta da subito. Insanabile in particolare la rottura con il capitano Billy Bremner. I risultati disastrosi, 1 sola vittoria nelle prime 6 partite, rendono definitivo il distacco dei tifosi, nostalgici di Revie. Anche la dirigenza, estenuata dai suoi atteggiamenti (si narra che Clough bruciò perfino la scrivania di Revie davanti agli spogliatoi pur di affermare la sua volontà di cambiare la mentalità dei giocatori) lo scarica: la sua disastrosa avventura a Leeds si conclude con un clamoroso esonero il 12 settembre 1974, dopo soli 44 giorni.

P.S. A questa vicenda sono ispirati un libro, The Damned United di David Peace (che consiglio vivamente) e l’omonimo film nel 2009, con Michael Sheen.

P.P.S. Dopo il clamoroso fallimento Leeds, Clough riuscì a risollevarsi,riprendendo la conquista di onori e trofei alla guida del leggendario Nottingham Forest, campione di Inghilterra nel 1978 e addirittura campione d’Europa per due volte consecutivamente, nel 1979 e nel 1980.

Su Brian Clough ci sarebbero tantissime altre cose da raccontare, ma voglio chiudere con la sua frase più celebre: “I wouldn’t say I was the best manager in the business. But I was in the top one.”

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