01.2011 – We wish you a merry Overshoot Day.

di donato gagliardi

Overshoot, in inglese, significa <<superamento>>. Da qualche anno a questa parte, grazie al lavoro di divulgazione e informazione del Global Footrprint Network (http://www.footprintnetwork.org/), ha assunto la connotazione piuttosto funesta di superamento di risorse naturali annuali, prima del tempo dovuto.
Per essere più chiari, ciò significa che il break even, ossia il punto di pareggio tra risorse alimentari ed energetiche prodotte dalla Terra – teoricamente sufficienti per un anno – e risorse effettivamente consumate dall’uomo, avviene, ogni anno, prima della notte di San Silvestro.
Sabato 21 agosto 2010: per l’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle, è stata questa la data in cui l’umanità ha idealmente consumato tutte le risorse che il pianeta è  stato in grado di produrre in un anno.  Il che significa che ha terminato con oltre quattro mesi di anticipo quelle scorte che avrebbero dovuto bastarle fino al 31 dicembre. L’ Overshoot Day, il giorno del superamento (la cui data può ovviamente variare ogni anno) è ormai riconosciuto come vero e proprio indicatore ecologico, da tutte le comunità scientifiche.
Si basa sul calcolo dell’impronta ecologica che a sua volta tiene conto della produttività della terra e del mare, della disponibilità di materie prime rinnovabili e non rinnovabili e della capacità del pianeta di assorbire i rifiuti prodotti.
Questi ritmi ci dicono che, al momento, la Terra comsuma circa 1,3 pianeti energeticamente equivalenti all’anno.
Il significato dell’Overshoot Day è sicuramente di facile comprensione e di grande impatto. Ma purtroppo non è il solo indice di quanto la situazione dell’ambiente in cui viviamo sia preoccupante: vale quindi la pena soffermarsi sui principali dati oggi a nostra disposizione, per capire a quali disastri stiamo andando incontro.
Partendo proprio dall’impronta ecologica, l’Italia (secondo i dati del 2009) ha un consumo di 4,9 ettari pro capite a fronte di una biocapacità di 1 ettaro pro capite: il deficit ecologico di 3.9 ettaro pro capite che ne consegue significa che per sostenere i modelli di produzione e consumo del nostro Paese è necessaria un’area pari a quasi cinque volte la nostra nazione.
Sui siti internet di GFN e WWF è possibile visualizzare “atlanti energetici” che illustrano graficamente quale sia il consumo medio pro capite di risorse, in ogni paese del mondo.
Consultandoli, balza all’occhio il baratro che divide i paesi con un elevato Pil pro capite da quelli con un basso reddito: la media dei primi segna un’ingombrante 6,1 ettari pro capite a fronte di una capacità di 3,3, mentre nei paesi in via di sviluppo si raggiunge il perfetto equilibrio ecologico con un consumo di 1 ettaro procapite che equivale alla biocapacità.
In termini più concreti ed esemplificativi, valori così elevati di questi indici di impatto ambientale significano discariche sempre più piene di rifiuti che non si riesce a smaltire altrimenti, decine di migliaia di chilometri quadrati di foresta vergine persa per sempre e soprattutto un’ umanità sempre più povera e che vede ampliarsi in modo sempre più drammatico e sempre meno accettabile il divario tra la ricchezza ed i consumi del cosiddetto primo mondo e quelli del resto della popolazione terrestre. Da quando viene calcolato, l’Overshoot Day ha visto la situazione peggiorare anno dopo anno: nel 1987 era caduto il 21 dicembre, nel 1990 venne identificato nel 7 dicembre, nel 1995 il 21 novembre e nel 2000 il 1° di novembre; nel 2007 era fissato per il 26 ottobre, nel 2009 al 25 settembre e quest’anno, come detto, ha mancato di poco il Ferragosto. E’ ora di fare qualcosa. Concretamente. Di sicuro, se comparato al meeting di Copenhagen dello scorso anno, il vertice di Cancun tenutosi lo scorso dicembre intorno a queste tematiche, rappresenta un passo in avanti nella giusta direzione; trattasi di una prima bozza che delinea in modo un po’ più preciso, a livello operativo, la “seconda fase” degli unici precedenti trattati climatici “di peso”, ossia quelli di Kyoto, del ’98. Tuttavia, non è abbastanza. Senza un cambiamento nello stile di vita, calcola l’Onu, nel 2050 si prevede di “festeggiare” l’Overshoot Day insieme al Capodanno. Tanti auguri.

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