01.2011 – Zeitgeist presenta: Scorie retroattive

Zeitgeist presenta:
Scorie Retroattive
-Dead naggers storage-

People of MUMBLE: è il direttore che vi parla dal piccolo sobborgo di Morley, Perth, Western Australia:
luogo ameno che abbonda di natura, verde di alberi  e non di ridicoli drappetti da taschino; sebbene qualcosa del genere si potrà comunque sempre scorgere… occhio e croce All over the globe.
Data la risaputa e caratteristica natura ‘opposta’ di questo angolo di mondo, Zeitgeist opererà, nella sua fase di auto-adattamento, al fine di adattare a sua volta chi ci ascolterà, in maniera del tutto speculare al normale corso degli eventi.
Quindi passeremo il nostro GENNAIO, a brasarci di sole, in spiaggia, o in enormi distese selvagge, indossando Bermuda, Flipp Flopps e poco altro; oppure  a scrutare flussi d’acqua  domestica antiorarii, ahimè scarsamente intellegibili, o quant‘altre creature o fenomeni quantomeno insoliti.
Il tutto ovviamente svitando tappeti di tappi di birra ghiacciata, con l’abnegazione che appartiene ad ogni Buon Esemplare Europeo.
E inoltre, se ciò non vi faceste bastare,  faremo pervenire il materiale deposto, tra Gennaio e Novembre, in sequenza completamente invertita,e in taluni casi, dai contenuti poeticamente insoliti.
Non fate e non fatevi ulteriori domande, o potreste sentirvi invertiti, sporcaccioni pettegoli.
A voi le scelte, ad ogni modo, come sempre.
And don’t forget: Assholes got no flag mates!!

Presentiamo ora,una breve e rarefatta introspezione sull‘UomoLiberoOggi,
dal titolo:
“Lo Spreco oltre L’il Mondo”, di Prestige- Fontana.
Sonetto libero.
Su cauzione.
Canta: Jimmi Prestige

Noi TUTTI, produttori e consumatori infaticabili di VITA, eterni escretori di qualcosa, noi fortunati, sviluppati, destinati alla condanna.
Quella condanna, quell’eterna condanna, che forse cominciamo già a sentire, dopo un lungo incombere.

La condanna magari a non sapere cosa sia in fondo, la libertà, poiché mai abbiamo dovuto combattere per ottenerla.
La abbiamo vista e sentita, raccontata sempre da  nuovi, sempre più anziani ‘posteri’, che ci descrivono il ‘cosac’eraprima’.

Ci illuminano di vecchie/nuove speranze
Ci rabbuiano con nuovi/vecchi timori.
Prima/Adesso/Poi/Ai NOSTRI Tempi.

Come una qualsiasi arte o disciplina che non impareremo, perché mai praticheremo. O mai abbastanza.
La condanna sarà di non sapere cosa sia magari, nel volto tragico che ogni autentica disciplina impone, la solitudine.
La solitudine della pratica, di chi rinuncia per scelta o per disagio, alla compagnia, prima di riscuotere il rispetto, l’immediata amicizia,  la stima, l’idolatria, della gente colpita dall’arte di qualcuno.
Dalla NOSTRA Arte.

Perché noi uomini liberi, oggi, gente, siamo innanzitutto liberi di sprecare, non è in fondo così?

Poiché la nostra Arte è Vizio.
E la nostra Libertà è Spreco.

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