Smettetela di martellare, voglio scrivere!!

(Giorgio Zippo)

 

– Antonio mi dici una situazione strana?

– E ci faticu pe lu cinema jeu?!? [n.d.t. Mica lavoro per il cinema io!]

– Non so tipo due che stanno precipitando!! Domani mattina voglio scrivere un racconto partendo da una situazione strana!! Vediamo un po’… Davanti al plotone d’esecuzione l’hanno già fatto… poi c’è quello che racconta della mattina nella quale si era svegliato nel suo letto, aggrovigliato tra le lenzuola, con le sue zampette di insetto mostruoso. Era disteso sul dorso duro come una corazza.

Poi c’era il bambino di sei anni che andava in giro a far vedere il disegno di un boa che aveva inghiottito un animale e che tutti gli adulti scambiavano per un cappello.

I romanzi iniziano veramente nei modi più incredibili e ti permettono di fare dei viaggi assurdi, ma spesso ti offrono delle spiegazioni: delle barriere mentali che ti aiutano a capire il perché, che ti rendono magari più digeribili le situazioni. La cronaca invece no. Ci lascia in balia della nostra mente ed è solo grazie alle nostre esperienze che possiamo provare a trovare un senso.

Prendete ad esempio le martellate che la notte dell’ultimo dell’anno hanno sfasciato la stele in memoria degli ebrei deportati. È sicuramente qualcosa che va al di là dell’umana comprensione.

Infilo la testa sotto al cuscino e provo a dormire. Riemergo pochi secondi dopo con un profondo respiro: proprio non riesco a cancellare dalla mente le parole del rabbino di Modena: “L’odio razziale è ancora presente”.

Dunque dicevamo un bel racconto, mumble mumble mumble, vediamo…

Sto precipitando e se solo avessi delle ali per volare mi salverei in un attimo da questa situazione, mi basterebbe fare un piccolo battito per tirarmi su, volteggiare senza guardare quello che sta succedendo sotto di me. E invece sto andando giù sempre più velocemente.

Tanti botti nella notte modenese, fuochi d’artificio e bottiglie che vengono stappate. Ma da quassù sento anche un suono più sordo, con una cadenza quasi marziale, come i colpi di una mitraglia stanca ma che ha ancora fame: tutti quelli che già si è portata via non le sono bastati!

Chiudo gli occhi e ci provo ancora a battere le ali, ma niente: sono in caduta libera.

Vedo i contorni delle case ancora in lontananza. Accanto a me un piccolo principe che mi domanda se nel suo disegno ci vedo un boa o un cappello (come risponde la maggior parte degli adulti che non riesce più a sognare). Io comunque ci provo ancora a sognare. Ormai riesco a distinguere abbastanza chiaramente il contorno degli alberi, anche se gli occhi mi lacrimano per la velocità e il rumore dell’aria è spaventoso. Mi asciugo gli occhi e sono a pochi metri da terra. Vedo un grosso insetto che con dieci martelli nelle zampe rugose sta dando dei colpi contro una stele di marmo.

I tecnici del Comune hanno ricevuto oggi i frammenti, già analizzati dalla polizia scientifica, e saranno in grado di stabilire il tempo necessario per il restauro solo dopo la valutazione dei danni. Intanto proseguono le indagini della Digos sui responsabili; uno dei residenti nei palazzi nei pressi del parco, ha riferito di aver udito, verso le 4.50 del mattino del 1 gennaio, dei colpi che non sembravano fuochi d’artificio. Non essendoci telecamere nella zona, si cercano ora altri possibili testimoni che possano fornire altri particolari sul fatto.”

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