C’era una volta una Guerra Mondiale

Una breve presentazione di Renzo Gilioli, autore della copertina del numero di Marzo 2011

Soldati che corrono. Sparano. E muoiono. Le foto di Renzo Gilioli sembrano uscite direttamente dall’inferno di un campo di battaglia del secondo conflitto mondiale, colpiscono per il realismo e le emozioni che suscitano nell’osservatore. Aldilà dell’accuratezza della ricostruzione storica (uniformi, mezzi, situazioni), a trascinarci al centro dell’azione è il grande dinamismo che i fotogrammi stentano ad imbrigliare e domare, le pose appaiono naturali e credibili e si stenta a credere che a pochi metri di distanza sia assiepato il pubblico, intento a godersi la rievocazione storica.

Fotografo autodidatta, Gilioli ha via via affinato la sua tecnica frequentando corsi mirati (nudo, still life) che lo hanno portato a maturare un proprio riconoscibile stile personale, basato su un giusto mix di abilità tecnica e capacità di entrare in sintonia coi soggetti che ritrae, in modo da catturarne l’essenza e fissarne il carattere su pellicola, come ben si può vedere nei suoi intensi ritratti. Foto che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. Secondo Renzo due sono i segreti per ottenere una buona foto: capacità di riconoscere l’evento principale della scena, eliminando tutto ciò che è superfluo e che appesantirebbe la lettura dell’immagine, e l’immedesimazione con ciò che si fotografa così da coglierne lo spirito profondo, come si evince dalle sue stesse parole:

“Il 6 giugno del 2009 alle ore 05,10 ero nell’acqua fino alla cintura lungo la spiaggia di Omaha Beach ( da Colleviille-surMer a Graye-sur-Mer ) ma tremavo per quello che vedevo e quello che sapevo era successo 65 anni prima. Ho visitato quei posti per sette giorni….quasi due anni fa ma riesco ancora a sentirne il contatto”

Gilioli vive a Castelnovo Bariano, provincia di Rovigo. Tra i suoi lavori diverse rievocazioni belliche (La Colonna della Libertà nel 2008, il 65ennale dello sbarco in Normandia nel 2009, Passo del Giogo nel 2010); quando non indossa l’elmetto punta la macchina fotografica sulle esibizioni musicali, il jazz è un’altra sua grande passione e da anni segue il Ferrara Buskers Festival come fotografo accreditato.

Una domanda a Renzo: da cosa nasce la tua passione per le rievocazioni militari?

Prima di tutto è la passione per la fotografia di reportage che mi spinge in situazioni che possono raccontare una storia, sia si tratti di un concerto jazz che un’azione di guerriglia che un carnevale. Riuscire a comunicare solo con le immagini emozioni che senti dentro, che nascono da un racconto di un reduce o da una situazione istantanea che mi emoziona a tal punto che a volte le foto rimangono solo nella mente… o trovi la situazione e l’ occasione di immortalare quello che forse solo immaginavi potesse veramente accadere. Solo dopo essere entrato con l’obbiettivo in una rievocazione e caricato dalle emozioni di ricordi raccontati da persone che tuttora presenti ( forse ancora per poco… i reduci sono quasi novantenni ) e che durante il racconto ti tengono per un braccio, stringendo, magari a volte tremando o piangendo per aver perso un amico.

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