Finché morte non vi separi. O la Rivoluzione.

In vista dell’anniversario della morte di Karl Marx, avvenuta il 14 marzo 1883, abbiamo chiesto a Marilena Daquino di ritrarre il momento contemporaneo e di motivare la ragione per cui Marx continua a camminare al nostro fianco. L’autrice ha quindi regalato a Mumble: un testo dal linguaggio icastico, in cui non mancano pennellate figlie di un’educazione sentimentale che ha trovato il suo alveo nel pensiero marxista e in cui i riferimenti all’attualità sono stemperati in una atemporalità che costituisce quell’unica valenza che può dirsi realmente contemporanea.

K. Marx, F. Engels, L’ideologia tedesca, 1846: Il modo di produzione della vita materiale condiziona, in generale, il processo sociale, politico e spirituale della vita”

Jean Anthelme Brillat-Savarin, La fisiologia del gusto,1825: Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei”

Puoi non conoscere Marx, ma non puoi ignorarlo. Chiunque voglia provare a interpretare il mondo deve cimentarsi con Marx prima o poi. O almeno provare a mistificarlo, se non l’ha capito. Ci si arriva per vie traverse: un’antologia, una maglietta, un muro oppure lo sgabuzzino della casa dei nonni. E la sensazione nel ritrovarlo, ogni volta, è la stessa di quando cerchi la conferma di un’idea negli eventi quotidiani; e la trovi, puntualmente.

Non è la realtà che si adatta alla fantasia, ma la consapevolezza che la tua concezione del mondo è condizionata dalla storia reale. Questa è la più grande convinzione di Marx e la sua più grande arma contro chi modella la realtà a suo uso e consumo. Tutto è alla prova dei fatti. Quando pochi, in virtù del loro potere, plasmano e forzano la realtà a proprio piacimento, allevano in grembo le forze opposte ai loro stessi misfatti: più cresce la loro ricchezza e più cresce il loro becchino. Ogni volta che un amministratore delegato cerca di cancellare con un solo arrogante colpo di spugna la dignità di molti, crea le basi per la propria distruzione; ogni volta che un re toglie il pane dalle bocche dei sudditi, apre le porte della sua tomba.

E ogni volta che si ripresenta sempre più minacciosa una crisi economica, viene messa in discussione l’esistenza stessa di questa società, così com’è e come la vogliono. Trarre qualche insegnamento, o qualche buona idea, da Marx oggi vuol dire ragionare sempre sull’esistente, il movimento reale, e non astrarre o astrarsi da esso per adagiarsi in altri confortevoli mondi (o salotti) compatibili con questo di sfruttati e sfruttatori.

C’è chi accusa il marxismo di avere troppa fiducia nell’uomo e nella sua capacità di emanciparsi: se Marx potesse rispondere oggi a questi mistificatori, gli manderebbe una cartolina dall’Egitto.                                                                                                          (Marilena Daquino)

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