Tutti i dubbi sugli incentivi alle rinnovabili

Il Terzo Conto energia sul fotovoltaico verrà ridimensionato dopo appena cinque mesi di vita. Gli incentivi in vigore per il 2011, a scadenza quadrimestrale secondo una logica di diminuzione progressiva dell’incentivo per kilowattora prodotto, riguarderanno infatti i soli impianti allacciati entro il 31 maggio. Non è dato sapere niente di certo riguardo agli incentivi, che pure rimarranno stando all’ultima rassicurazione del Governo, sul quale hanno agito con forza le pressioni delle associazioni di categoria delle imprese e dei consumatori, inoltre tirato per la giacchetta da Micciché in questi giorni: il ministro Romani dovrebbe concertare un decreto attuativo con il ministero dell’Economia e dell’Ambiente entro il 30 aprile per decidere gli incentivi da destinare al fotovoltaico da giugno in avanti.

Una situazione di stallo che finisce indubbiamente per penalizzare le imprese del settore e i piccoli investitori; i grandi capitali delle finanziarie sicuramente avranno altri mercati sui quali investire, né portano un contributo troppo consistente, con l’iva che ammonta al 10% sull’installazione e al 20% sull’incentivo per kilowattora prodotto per i produttori con partita iva. Senza considerare che la mancata emissione di anidride carbonica deve affrontare, per gli impianti di grossa taglia, un danno ambientale in termini di consumo di suolo, per quanto passivo questo sia. E d’altronde basta fare caso agli annunci di lavoro del settore, calati drasticamente nelle ultime due settimane.

A monte di tutto ciò sta il grande sviluppo di questo mercato nel biennio 2009-2010. In questi due anni l’Italia si è distinta a livello mondiale per la crescita di potenza installata, superando nazioni come la Spagna, la Germania o la stessa Cina. Ed è fuori discussione che il mercato si sia sviluppato grazie all’incentivazione: ma la maggior parte dei cittadini sembra d’accordo affinché si sostengano economicamente queste scelte energetiche. Diciamo che si poteva forse fare qualcosa di più per riservare gli incentivi ad impianti di piccola taglia e ad uso domestico: ricordiamo infatti che l’incentivo è valido anche nel caso di mancato utilizzo dell’energia prodotta, come per gli impianti che cedono tutta l’energia prodotta (quelli dai 20 kW in su per intenderci); ma in questo modo non si premia un’efficienza energetica del produttore, sebbene si contribuisca sempre ad immettere in rete una più alta percentuale di energia non prodotta da combustibili fossili.

Tuttavia il raggiungimento del tetto degli 8000 MW (8 GW) installati di fotovoltaico non può essere un argomento valido per troncare gli incentivi alle energie rinnovabili come il fotovoltaico: perché il tetto non deve essere un limite a tutti i costi, ma, come ci insegnano la Spagna e la Germania, può essere alzato (la Germania ha l’obiettivo di 52 GW di potenza installata di fotovoltaico). Vogliamo togliere gli incentivi? Si parta da quelli al nucleare, che tuttora paghiamo, oppure a quelli sull’incenerimento dei rifiuti. Si operi per scoraggiare le speculazioni sulle materie prime, che non significa solo contrastare i “cartelli” dei produttori, ma soprattutto incentivare un reale mercato produttivo italiano: un paese dalla forte tradizione industriale come il nostro non può permettersi di non avere un apparato produttivo e commerciale competitivo lo stesso prodotto, di provenienza cinese, se comprato in Italia arriva a costare 20, 30 centesimi in più al watt rispetto allo stesso prodotto importato Germania!).

Resta il fatto che nel giro di tre mesi si sono alternati prima la legge che sanciva la partenza, per altri tre anni, del Terzo Conto energia (6 agosto 2010) poi la legge Salva Alcoa (ottobre 2010), che di fatto ridimensiona tuttora il Terzo Conto energia avendo fatto rientrare tanti impianti non allacciati alla rete nell’incentivo (più alto) in scadenza il 31/12/2010.  Ora ci troviamo con un’incentivazione triennale quasi azzoppata. Però una cosa ci rallegri: l’Italia, come titola la prestigiosa rivista Photon, ha davvero superato molte aspettative: con gli impianti ancora da allacciare ma già pronti e denunciati siamo a 7201 MW di potenza dal fotovoltaico (8/03/2011 fonte: GSE).

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