04.2011 – La corrente Attiva. Intervista a Paolo Silingardi, coordinatore del Forum Ambientale del PD modenese.

di donato gagliardi

Se c’è una cosa di cui ogni cittadino modenese ama dibattere, al pub come in aula comunale, è l’attuale politica urbanistica dei nostri amministratori. Ci piace un casino, davvero. Un po’ meno ci piacciono le decine di cantieri aperti in città. Ne abbiamo parlato con Paolo Silingardi, coordinatore del Forum Ambientale del PD modenese, e fondatore (insieme ad altri) del movimento Modena Attiva.

Per prima cosa, vorremmo avere una definizione esatta del vostro movimento. Di recente, a causa delle discutibili politiche urbanistiche della giunta modenese, sono sorti molti comitati e associazioni in difesa dell’ambiente, spesso in forte polemica con l’amministrazione comunale. Modena Attiva, invece, ha la peculiarità di dichiararsi apertamente vicina al PD…

Non siamo né un comitato, né un’associazione. Ci siamo definiti come un laboratorio di idee. La struttura che vogliamo mantenere è informale, molto aperta, allargata a tutto il centrosinistra, anche se molti di noi sono attivisti o elettori del Partito Democratico, se non veri e propri iscritti. Vorremmo aprire uno spazio di confronto e di dialogo con la città e col partito per stimolare una riflessione, anche critica, sulle politiche urbanistiche e sui modelli di sviluppo. Per fare questo utilizziamo principalmente Internet. Abbiamo aperto un sito e un profilo Facebook, nella convinzione che siano i mezzi più adatti, al giorno d’oggi, per mettere in circolo le nostre idee, per discuterle e per svilupparle.

L’adesione e la collaborazione di ogni cittadino interessato, avviene proprio tramite la rete, giusto?

Sul nostro sito – www.modenaattiva.it – abbiamo pubblicato un appello: Cittadini Attivi Per Modena. E’ abbastanza breve ma dai contenuti forti, che partono dalla problematica del progetto di piscina al parco Ferrari, per arrivare a toccare questioni più generali relative all’urbanistica modenese, quali ad esempio i metodi e i criteri decisionali di sfruttamento e riqualificazione del territorio. L’adesione all’appello avviene tramite il sito o via Facebook, sottoscrivendo il documento che abbiamo redatto e iscrivendosi alla nostra mailing list. In più, organizziamo incontri aperti a tutti, proprio per discutere di questi temi. L’ultimo che abbiamo fatto si è tenuto il 28 febbraio. E’ riuscito molto bene: hanno partecipato più di 160 persone e si sono registrati molti interventi “di qualità”, provenienti da persone preparate e con esperienza in campo politico e urbanistico; persone che hanno coperto incarichi di rilievo come ex assessori comunali e provinciali, presidenti di cooperative. Tutte persone competenti, insomma, che non sono mosse dall’ambizione o dalla ricerca di poltrone, ma che più semplicemente vogliono mettere idee sul tavolo.

Nello specifico, Modena Attiva ha presentato un progetto alternativo a quello avanzato dagli assessori Marino e Sitta, sull’assai discussa piscina al parco Ferrari. Ma più in generale, rispetto anche ad altre questioni spinose relative allo spazio urbano modenese – pensiamo al progetto di un nuovo PEP in Via Cannizzaro, o alla trasformazione radicale di P.zza Matteotti – come vi ponete?

Su questi argomenti non siamo ancora entrati. Per ora si è rivelata già abbastanza impegnativa la battaglia sul parco Enzo Ferrari. Inoltre, esistono già comitati che si stanno muovendo per ridiscutere questi progetti, al cui operato non volevamo sovrapporci. Il comitato di residenti di Via Cannizzaro si è dimostrato molto attivo, ha fatto sondaggi, distribuito questionari, ha avviato un percorso di confronto con l’amministrazione già da tempo. Noi vogliamo fare una riflessione più generale sul nuovo P.S.C. (Piano Strutturale Comunale), sul modello di sviluppo. L’idea che stiamo portando avanti è che va evitato l’utilizzo di territorio vergine, a scapito della riqualificazione di aree dismesse o non sfruttate al meglio. Ci piacerebbe fare una fotografia precisa di quante sono le aree artigianali non utilizzate e degli appartamenti vuoti.

Questo effettivamente è un quesito che penso molti cittadini modenesi si pongano, in relazione al costruire perenne della nostra città: qual è l’effettiva domanda di case e quante ne esistono di inutilizzate?

Secondo noi, Modena è una realtà in cui tantissime famiglie hanno casa in proprietà. Vorremmo ridiscutere lo strumento del PEP, che si è rivelato utilissimo, in passato, per chi voleva acquistare una casa ad un prezzo più accessibile. Oggi forse sarebbe il caso di pensare a vie per rilanciare il mercato dell’affitto: considerate le attuali condizioni del mercato del lavoro in Italia – disoccupazione, precariato fino a trentacinque anni – quanti sono i giovani effettivamente in grado di acquistare un appartamento o di accendere un mutuo? Forse, al momento, sarebbe più utile ragionare sui prezzi d’affitto, trovare il modo di portarli dagli attuali livelli (700 – 800 Euro mensili) alla metà.

Potrebbe parlarci più nel dettaglio del vostro piano alternativo di piscina?

Negli ultimi due anni si è parlato molto di una nuova piscina, ma non si è mai ragionato davvero sul tipo d’ impianto realizzabile. Prima di pensare a dove ubicarla, sarebbe necessario capire a cosa serve e se il progetto è sostenibile economicamente, considerato che l’amministrazione non ha i soldi necessari a finanziare questo intervento. A nostro avviso servirebbe un impianto orientato alla salute e al benessere e non specificatamente al nuoto. Abbiamo lavorato ad un progetto d’impianto “basso”, come altezze, come volume d’acqua. Una vasca dedicata più all’esercizio fisico che al nuoto, che dia agli utenti la possibilità di integrare gli esercizi in acqua ad attività fisiche di altro tipo, come la corsa, la camminata, la bicicletta. Sappiamo che la stragrande maggioranza della popolazione fa pochissima attività fisica: sarebbe utile che i cittadini fossero messi nelle condizioni di dedicare almeno un’ora alla settimana all’esercizio fisico, che migliora enormemente le condizioni di salute di ognuno. Per farlo servono impianti leggeri, distribuiti sul territorio, vicini alla propria residenza, ai quali è possibile arrivare a piedi o in bicicletta. Questi impianti costerebbero meno sia in fase di costruzione che di gestione, in quanto l’incidenza dei costi di riscaldamento dei volumi d’acqua e aria (nel nostro progetto assai ridotti), negli impianti natatori, è la maggiore, calcolata sui costi totali. Senza contare che sarebbero meno impattanti, a livello ambientale. Per quanto concerne l’ubicazione, riteniamo che l’impianto potrebbe benissimo essere locato in un parco, ma in un’altra zona della città, dove l’assenza di altri centri sportivi fa supporre una maggiore richiesta. Ad esempio a sud. Inoltre non ci piace l’idea di una piscina con seicento posti auto a fianco. L’impianto leggero e al quale giungere in bicicletta eviterebbe tutto ciò; al limite si potrebbero mettere trenta-quaranta posti auto, magari a pagamento, disincentivati, così chi ha bisogno potrebbe usare la macchina, ma con una logica diversa.

Tra l’altro, ci è parso di capire che nell’ex polo bancario di Via Monsignor della Valle, esattamente a fianco dell’attuale piscina dei Vigili del Fuoco, verrà installato dalla Virgin un ulteriore impianto natatorio, arrivando così ad avere, calcolando pure l’eventuale piscina al parco, un totale di tre impianti in meno di mezzo kilometro quadrato…

In realtà il progetto della Virgin – che propone palestra con annessa piscina di 25 metri, ed eventuale parcheggio sotterraneo, ndr – non situerebbe la piscina all’interno dell’ex direzionale Manfredini, ma all’interno di un parcheggio chiuso ancora più vicino all’impianto dei Vigili. I dirigenti sportivi dei VVF hanno già fatto interventi pacati, ma molto accorati, sottolineando come i Vigili, che negli ultimi venticinque anni hanno offerto un servizio pubblico senza alcun aiuto da comune o provincia e dando lavoro a quasi trenta persone, si ritroverebbero in diretta competizione con due impianti che sfrutterebbero il volano sportivo/economico da loro creato. Non possono nemmeno vendere l’impianto alla Virgin, che aveva già avanzato proposte d’acquisto, perché situati su terreno demaniale. Anche considerando queste vicende, ci sembra incontestabile affermare che quella zona della città sarebbe congestionata da impianti sportivi.

C’è chi vi accusa di aver avanzato un progetto che sarà un sicuro flop economico.

A nostro avviso è quello avanzato dal Comune che non sarà in grado di autofinanziarsi. Tutti i progetti d’impianti sportivi attuati nelle zone vicine che sono riusciti a farlo, non hanno mai superato i tre milioni di euro d’investimento. Quindi se un investimento ne prevede dieci, è abbastanza plausibile prevedere che gli altri sette dovranno provenire da altri ricavi, a meno che non passi Babbo Natale sulla slitta. Infatti, in relazione al progetto comunale, si parla anche di una vasta area dedicata ad attività commerciali. Il nostro progetto è sicuramente molto più economico e sostenibile.

Recentemente, il clima in Comune è stato molto teso, a causa della polemica sollevata dalla Lega (e avallata da PdL e ModenaCinqueStelle) sulla gara d’appalto per la copertura dello stadio Braglia, vinta da un’associazione temporanea d’imprese, tra le quali una di Casal Di Principe. La Lega ha denunciato l’infiltrazione della camorra nella ricostruzione dello stadio ed è arrivata perfino ad accusare il sindaco di collusione mafiosa, rappresentandolo con la coppola in una vignetta. Qual è la vostra posizione a riguardo?

Ci sembra un comportamento vergognoso. Sulla trasparenza e la correttezza del sindaco e dell’amministrazione non abbiamo alcun dubbio e il modo di porre la questione è stato decisamente fuori luogo. Mi pare che all’interno della stessa Lega siano stati fatti distinguo e marce indietro. Un conto è provocare, un conto è farlo in modo gratuito, basandosi su nulla di concreto. Se un’azienda è di Casal di Principe non significa che sia per forza mafiosa. Esistono enti predisposti ai controlli antimafia, e sono compiti che non spettano solo al sindaco. Altra questione è l’infiltrazione mafiosa al nord, che è un problema reale. La Lega purtroppo sembra accorgersene solo nelle regioni del nord che non amministra, come dimostrano gli attacchi a Saviano. L’infiltrazione mafiosa al nord esiste e va combattuta, ma non si può accusare il nostro sindaco di essere un colluso, senza averne alcuna prova.

Che possibilità ci sono che il vostro movimento, o un’”alleanza” dei comitati sorti a Modena di recente, si trasformi in lista civica?

Per quanto mi riguarda, faccio politica all’interno del PD, sono coordinatore del Forum Ambientale, e qui voglio rimanere. Queste ipotesi sono fantapolitica, non ci pensiamo minimamente. Abbiamo la semplice ambizione di far pesare le nostre idee all’interno del partito e delle sue politiche. Penso che sia molto più produttivo che creare altre liste civiche.

Ieri sera (10 marzo, presso la Fondazione S.Carlo)  ha partecipato all’incontro/show con Matteo Renzi che presentava il suo  libro?

Sì, c’ero.

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