05.2011 – Mitica Europa

Europa “bella oltre ogni segno” (Mosco), figlia del re Agenore e Telefassa nuora di Libia e figlia a sua volta di Nettuno, fu fanciulla fenicia, e quindi parte di quella cultura che unì a sé tutto il Mediterraneo, da Tiro in Libano fino alle terre del vento Favonio che spira da occaso, cioè fino alle coste atlantiche della Spagna (dove, appunto, oggi sorge Medina-Sidonia). Fu proprio sulle coste di Tiro che Giove, tramutatosi in candido e mansueto toro, affascinò la pulcella e salita che fu sul suo dorso, la rapì conducendola per mare fino a Creta. Lì giunti, Giove le si rivelò per il dio che era e, “presa Europa per mano, la menò nell’antro Ditteo, arrossendo ella e tenendo gli occhi bassi, chè già sapeva perchè v’era menata” (Luciano). Unitasi all’innamorato Giove, Europa divenne donna e generò tre figli a Creta: Minosse, Sarpedone e Radamanto (Apollodoro). E mentre “il Toro saliva nel cielo”, premiato dagli dei con la costellazione a lui dedicata e inaugurando così l’era astrologica omonima, a Creta Europa venne presa in sposa dal re Asterio che, privo di figli, lasciò che i figli di Giove ed Europa succedessero a lui alla guida del regno. I Greci diedero poi il nome della madre di Minosse “a un terzo delle terre emerse” (Ovidio).
Questa parte del mondo separata da Africa e Asia dal mare Mediterraneo, vive da millenni gli spostamenti delle persone che vi si trovano. La cosa più buffa è credere alle migrazioni come a fenomeni organizzati in massa, gite di migliaia e migliaia di persone solidali e compatte nel seguire una rotta, una guida, oppure una determinata idea di conquista politico-economica. Le persone viaggiano e si spostano per conto loro, spesso compiono decisioni affrettate e casuali, sperano nella fortuna e si affidano a conoscenze vaghe e limitate di ciò a cui vanno incontro. Funziona per gli africani e gli asiatici che “invadono” le nostre coste e campagne, funziona così per i ragazzi italiani che dopo l’Erasmus rimangono a Londra, Berlino, Stoccolma o Parigi prendendovi la residenza, inventandosi lavapiatti o portapizze. Tanti di noi lo fanno. Il punto è che le persone, italiane o marocchine che siano, riescono a malapena a organizzare la propria vita o quella dei propri famigliari, figuriamoci se pensano alle conseguenze macroscopiche delle proprie azioni!
L’anno scorso (dati Istat) si sono iscritti all’anagrafe residenti circa 443 mila persone dall’estero; lo stesso anno, si sono cancellati dalle liste residenti 81 mila persone verso l’estero, mentre un milione 353 mila persone si sono trasferite in un altro comune italiano. Le persone vanno e vengono, tra Sud e Nord, tra Nord e Nord. Vogliamo istituire il soggiorno obbligato per tutti i residenti? Il dato su cui riflettere davvero è però questo: 45 mila, cioè il numero dei laureati che ogni anno lasciano l’Italia (dati Confimprese e Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) a creare ricchezza altrove per 6 milioni di dollari l’anno (stima Ocse). Buona Europa a tutti.

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