A day in a life of Martin Mystère

Bisogna ammetterlo, la Sergio Bonelli Editore non ha mai avuto fortuna con le riduzioni cinematografiche ispirate ai personaggi della propria scuderia. Legioni di fuorilegge non sono riusciti in oltre 600 albi ad impiombare Tex Willer con la stessa abilità del film interpretato, se così si può dire, da un improbabile Giuliano Gemma nel lontano 1985. Ed infilare una camicia rossa a quella statua di sale che di nome fa Brandon Routh certo non attira al cinema i fans di Dylan Dog, già scottati in passato da “Dellamorte Dellamore”, che pur tratto dall’omonimo ottimo romanzo di Tiziano Sclavi scontava, non bastasse l’incapacità recitativa di Anna Falchi, una desolante povertà negli effetti speciali e nella regia (d’altronde si parla di Michele Soavi) … evidentemente il povero Rupert Everett doveva essere alle prese con le rate del mutuo per accettare di recitare in quella pellicola. Se poi in Serbia realizzano un film di implacabile tristezza quale “Martin Mystère – Izmedju smrti i jave”, viene quasi la tentazione di rifarsi gli occhi correndo a recuperare i cinepanettoni natalizi, e questo è tutto dire.

E’ parlando di questa curiosità cinefila balcanica, di cui è bene sottolineare che la Bonelli non ha alcuna responsabilità, che Alfredo Castelli ha aperto la nona edizione del Martin Mystère Mystery Fest di Ferrara, organizzata con successo dall’associazione AMYS. Alternandosi ai vari disegnatori e sceneggiatori della serie nel raccontare aneddoti e curiosità, Castelli ha intrattenuto con ironia gli ammiratori del detective dell’impossibile, ricordando le numerose collaborazioni intercorse con Roberto Roda (presente in sala) del Centro Etnografico Ferrarese, che hanno permesso ad un personaggio dei fumetti di divenire un marchio di qualità culturale a livello nazionale. Ultima campagna in ordine di tempo è “Il naviglio battagliero” realizzata in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’unità nazionale, mentre è attualmente in cantiere un’operazione a fianco della Fondazione Veronesi.

Molteplici i temi toccati nel corso della convention, che possono essere sintetizzati in quattro punti principali

1- Ospiti famosi: nelle avventure di Martin Mystère sono apparsi Massimo D’alema ed Umberto Eco. In generale, Castelli trova disdicevole l’inserimento di personaggi celebri nel mondo delle nuvole parlanti, considerandolo nulla più che un espediente per attirare l’attenzione dei media e godere di pubblicità gratuita, lasciando in secondo piano l’aspetto qualitativo della storia. Questa piaga è tipica degli albi italiani di Topolino, appestati dalle partecipazioni paperesche dei vari Mollica, Gerry Scotti, Fiorello. Il vorticoso rivoltarsi di Walt Disney e Carl Barks nelle rispettive tombe sta inesorabilmente modificando l’asse di rotazione terrestre.

2- Continuity: è l’incubo degli sceneggiatori. Nelle avventure seriali è umanamente impossibile tenere le fila di tutti gli avvenimenti passati, ed è implicito che alcuni elementi narrativi vengano resettati per evitare limitazioni nelle sceneggiature. Si punta quindi sul rispetto dei caratteri chiave della serie, secondo quella che viene definita “macrocontinuity”.

3- Realismo grafico: un tempo ci si poteva permettere una certa ingenuità nel disegno e nella sceneggiatura, ciò che contava era l’atmosfera che il fumetto creava. Col boom tecnologico odierno si vive sotto un continuo bombardamento di immagini, tale da far pretendere al moderno fruitore di fumetti un realismo quasi fotografico del disegno.

4- Disegni impossibili: secondo Alfredo Castelli i disegnatori non impareranno mai a rappresentare determinati oggetti. Una lunga parentesi dedicata ad aneddoti divertenti su errori nella realizzazione delle vignette, dall’apparizione del castello Sforzesco di Milano in una storia ambientata a Parigi arrivando all’inserimento delle Twin Towers nella skyline della New York degli anni ’30 …

Nel 2012 Martin Mystère compirà 30 anni di vita editoriale: dopo oltre 400 storie finora pubblicate è fisiologico che si siano verificate alcune cadute di stile, ma questo non ha intaccato l’affetto nei suoi confronti di un nutrito zoccolo duro di lettori, come dimostra l’ampia partecipazione all’evento ferrarese.

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