05.2011 – Si parla di sogni, di coppe e di campioni

Arriva Maggio e per la Serie A è tempo di verdetti. Scudetto, salvezza, qualificazione alle Coppe: la 34esima giornata ha dato risposte che paiono essere definitive per un campionato che è stato aperto e appassionante come non si vedeva da un pezzo.

Dopo aver avuto lo scudetto in mano per diverse settimane, con la vittoria di Brescia il Milan ha preso ago e filo e aspetta solo la matematica per cominciare a ricamare la maglia. Vittoria fortemente voluta e meritata: se stai in testa per oltre 20 giornate e hai la miglior difesa e il miglior attacco del torneo qualcosa vorrà pur dire..

Il merito è di Allegri, capace di inserirsi e imporsi rapidamente per dare grinta, dinamismo e determinazione ad una squadra che ripeteva ormai stancamente il canovaccio del possesso palla di ancelottiana memoria, e di Galliani, finalmente libero dai balzani diktat presidenziali. Meno panze (Ronaldinho) più panzer (Boateng e van Bommel) senza trascurare la qualità (Ibra e Robinho): potrebbe essere questo il motto della nuova età dell’oro rossonera.

Capitolo Champions League. Inter e Napoli sono tranquille, un posto nell’Europa che conta per la prossima stagione non glielo leva nessuno. Lo squadrone pigliatutto di Mourinho non c’è più e la presunta truppa dell’amore di Leonardo si è squagliata nel momento decisivo (derby e Shalke 04). Alcuni punti fermi della squadra sembrano logori (Chivu, Maicon, Cambiasso, Milito) ma l’orgoglio e la determinazione sfoderate contro la Lazio (rimontata in 10 contro 11) hanno messo in ghiaccio l’accesso diretto alla Champions.

Una valanga di pacche sulle spalle allo straordinario Napoli di Mazzarri: i partenopei hanno appassionato mezza Italia lottando per il titolo con il Milan fino all’ultimo, in un duello dal sapore molto anni ’80. La sfida più grande per il futuro sarà trattenere i big (Hamsik, Lavezzi e Cavani) e soprattutto mantenere l’entusiasmo travolgente che l’ha trascinato in questa stagione. Il necessario rafforzamento della rosa non sarà un problema, De Laurentiis ha dimostrato di avere voglia di investire e la società negli ultimi anni ha operato benissimo sul mercato. Con i proventi della Champions League a Napoli ci sarà da divertirsi.

Alle spalle degli azzurri ed in piena bagarre con la Roma per il quarto posto, valido per i preliminari di Champions, le altre grandi sorprese di questa stagione: Lazio e Udinese. Solida e concreta la prima (complimenti a Reja e al simpaticissimo Lotito, Hernanes è stato un grande acquisto) frizzante e divertente la seconda (bentornato a Guidolin, si è rilanciato alla grande). L’Udinese merita un plauso particolare: bilanci sempre positivi, plusvalenze mostruose (vedi il nino maravilla Sanchez), età media bassissima (a parte Totò Di Natale gli altri sono tutti ragazzini) e rete di scouting capace e capillare (Benatia, Armero, Inler, Isla e lo stesso Sanchez) sono la ricetta vincente dei friulani.

Buona notizia, significa che il nostro calcio è vivo e sa ancora produrre nuove realtà emergenti. L’augurio è che queste società scelgano di investire ancora nel progetto Europeo e non decidano di smantellare e scappare con la cassa. Non ne possiamo più di vedere squadre Italiane eliminate ai primi turni di Coppa da fantomatiche squadrette di idraulici bielorussi. È sbagliato e scorretto verso i tifosi e verso tutto il movimento calcistico Italiano (dopo Inghilterra e Spagna ormai ci ha superato anche la Germania nel ranking internazionale, il che significa una squadra in meno in Champions League e, quindi, meno soldi). Con tutto il rispetto per gli idraulici e per i bielorussi ovviamente..

Capitolo Grandi Deluse. Roma e Juventus, rispettivamente al sesto e settimo posto, hanno abbandonato prematuramente i sogni di gloria e rischiano seriamente di vedere la Coppa con le orecchie soltanto in televisione il prossimo anno (4 i punti che separano la Roma dalla quarta posizione, ben 7 invece per la Juve). Handicap non da poco, soprattutto in ottica mercato. I giallorossi, rivitalizzati dall’ingresso in società di DiBenedetto e dei suoi dollari (onore, tanto onore alla famiglia Sensi), hanno già perso Mexes  (andrà al Milan) e anche per Vucinic e Menez tira aria di addio dopo gli screzi con il pubblico e con mister Montella (tutt’altro che certo di conservare la panchina). Il talento dei due è cristallino e non si discute, piuttosto è il carattere a lasciare qualche dubbio. Roma è odi et amo, un giorno ti esalta e l’altro ti brucia. Posto non adatto ai due, dotati di estro e genialità ma anche umorali e molto discontinui. L’impressione è che l’ossatura rimarrà la stessa (Juan, Burdisso, De Rossi, Pizarro, Totti e Borriello) ma le novità saranno parecchie. Sarà fondamentale costruire un progetto pluriennale per convincere giocatori capaci di fare la differenza (si parla di Pastore ma Zamparini spara alto) a trasferirsi subito nella Capitale, anche senza Champions.

A Torino, invece, tira proprio aria di rivoluzione. Speranze di disputare la prossima Champions League ridotte al lumicino, la Juve rischia addirittura di rimanere proprio fuori dall’Europa. La linea futura scelta dalla società non è ancora chiara: continuità con Del Neri nonostante il flop o ennesimo cambio al timone? L’unica certezza è che un altro fallimento non sarà tollerato. Se davvero partirà Buffon  (Premier League ma si infittiscono le voci su un clamoroso abboccamento della Roma americana) i punti fermi rimangono pochi: Chiellini, Krasic e Del Piero sono le certezze, Bonucci, Marchisio e Matri le speranze fondate. Per il resto qualche buon giocatore (Storari, Quagliarella, Pepe, Melo) e tanti pipponi (Martinez e Traorè su tutti, imbarazzanti). Brutta storia se vuoi tornare a vincere e di notte sogni ancora Zizou e Nedved..

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