06.2011 – Il vizietto

“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi” è la celebre frase del Gattopardo pronunciata da Tancredi che sintetizza il terrore del cambiamento, quello vero, autentico, quello che le cose le cambia sul serio. Parole amare che sembrano suonare come una condanna per la storia Italiana degli ultimi 25 anni. Quando si ha l’impressione che finalmente qualcosa stia per cambiare, perché è giunto il momento, perché ormai si è già toccato il fondo e si può solo risalire, si finisce sempre per dover rispolverare la pala e continuare a scavare.

Il biennio 2004-2006 (Calcioscommesse e Calciopoli) era sembrato un vero e proprio tsunami per il calcio italiano, trascinato nel fango degli illeciti sportivi e non: partite truccate, scommesse illegali, arbitri corrotti. Il risultato: pochi capri espiatori (Juve e Moggi su tutti) messi alla gogna e la sensazione che non sia stato fatto tutto il possibile per pulire il sistema, estirpare il marciume alla radice e cambiare davvero.

Infatti ci risiamo. Calcio e scommesse, scommesse e calcio. 16 arresti tra ex calciatori (su tutti spicca il nome di Beppe Signori, centravanti di Lazio, Samp, Bologna e della nazionale, 188 gol in serie A), dirigenti, faccendieri e scommettitori e una vasta rosa di indagati che si allarga sempre di più ogni giorno che passa (Bettarini, Doni, Sommese, Bellavista, Bressan sono solo alcuni nomi di giocatori, ancora in attività e non, coinvolti nell’indagine).

Tutto nasce da una denuncia contro ignoti fatta alla procura di Cremona dalla Cremonese, squadra militante in Lega Pro (ex Serie C1), in seguito ad una intossicazione da Lormetazepam (calmante, sedativo) che si manifestò in alcuni calciatori al termine della partita Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010. Da qui partono le indagini che coinvolgeranno le procure di mezza Italia (Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara) per svelare l’esistenza di una “vera organizzazione criminale” con l’obiettivo di “manipolare gli incontri attraverso accordi verbali e impegni di carattere pecuniario” per poi “effettuare puntate di consistenti somme di denaro attraverso i circuiti legali delle scommesse sia in Italia che all’estero”. Il risvolto inquietante è però quello dei sedativi somministrati ai giocatori per peggiorarne le prestazioni col fine di falsare i risultati, che costituirebbe un grave reato penale oltre che illecito sportivo. L’autore del gesto sarebbe il portiere, di Cremonese prima e Benevento poi, Marco Paoloni, accusato di essere parte integrante dell’organizzazione con il ruolo di “procacciatore” di partite taroccate oggetto poi di una massiccia mole di scommesse realizzate con l’intermediazione di due professionisti marchigiani (tali Erodiani e Pirani) in collegamento con gruppi di scommettitori milanesi, bolognesi (con a capo Signori) e stranieri (definiti “gli Albanesi” e “gli Zingari” nelle intercettazioni – benedette, strabenedette intercettazioni checché se ne dica a Palazzo Chigi e dintorni). Sempre nelle intercettazioni si apprende che lo stesso Paoloni ad un certo punto avrebbe perso il controllo sui risultati delle presunte partite truccate (clamorosi i 150.000 € persi da Signori e compagni in occasione di una dritta sbagliata su un Inter – Lecce dell’ultimo campionato), diventando così oggetto di minacce e di una tentata estorsione. Le squadre coinvolte sarebbero tantissime, soprattutto di Serie B e Lega Pro (su tutte Atalanta e Siena rischiano di compromettere la recente promozione in A) ma gli ultimissimi risvolti delle indagini fanno presagire l‘inquinamento di diversi incontri di Serie A (Lecce, Brescia e Bologna sono i primi nomi di presunte squadre coinvolte).

Le parole del gip di Cremona Guido Salvini lasciano però intendere che oltre a mediatori, calciatori e scommettitori sarebbero coinvolti anche soggetti disposti a investire milioni di € per riciclare denaro sporco: “la presenza tra gli investitori e scommettitori di alcuni gruppi dai contorni incerti – scrive il gip Salvini nella sua ordinanza – quale quello degli “Zingari”, o quello albanese, creano un terreno fertile per l’insinuazione di elementi di una criminalità organizzata ai più alti livelli. Infatti sono investiti da questi gruppi per ogni partita “truccata” capitali dell’ordine delle centinaia di migliaia di euro, non è noto di quale provenienza, tale da non potersi escludere fatti di riciclaggio”.

Che si truccasse qualche partita anche ad alti livelli è cosa nota. Che qualche giocatore cedesse alla tentazione di scommettere e fare soldi facili anche. Ma che si ricorresse ai tranquillanti somministrati a tradimento col fine ultimo di riciclare il denaro sporco della criminalità organizzata attraverso le scommesse va oltre i pensieri più cupi, bui e pessimistici. Se questi sospetti saranno accertati servono provvedimenti pesanti, pene esemplari: non si tratta solo di leggi infrante e soldi rubati ma di tradimento della passione e oltraggio alla dignità di milioni di Italiani che in quei maledetti 90 minuti credono, amano e soffrono, senza guadagnarci un solo centesimo. E per questo meritano ed esigono rispetto.  Principio fondamentale che il Commissario Tecnico della Nazionale Prandelli, uomo vero e persona onesta, conosce molto bene, per questo voglio chiudere con il suo commento alla faccenda (rilasciato tra l’altro proprio a Modena, alla vigilia dell’incontro di qualificazione per Euro 2012 Italia – Estonia, vinto dagli Azzurri per 3 a 0): “Nel nostro mondo ci sono troppe tentazioni. Questo è quel che succede, quando ci sono tanti soldi. Credo che dobbiamo tutti tornare a imparare che i soldi vanno sudati, non ci sono guadagni facili. Dobbiamo essere duri, non c’è alcuna giustificazione. E’ ora di abbattere il muro dell’omertà. Sin dal calcio dei bambini, ci sono troppe persone losche che si avvicinano solo per guadagnare: lo sappiamo tutti, bisogna cambiare. Mi sento tradito dal calcio? No, il 99,99% di questo mondo è fatto di entusiasmo, valori, poi c’è una percentuale minima di stupidi che non fa testo”.  “E’ un periodo difficile della nostra vita – e qui parla l’uomo, non solo il c.t. – in cui ogni giorno ci alziamo e leggiamo di uno scandalo: anche quello di due milioni di case fantasma grida vendetta. Non perdo la speranza e l’entusiasmo. Ma certo è un’altra brutta pagina che fa male”.

Written By
More from matteo martini

02.2010 – Il Rosso e il Nero

Il Rosso e il Nero. Non stiamo parlando del famoso romanzo di...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *