Ma tu pensa ‘sto Cosmo!

Niente ha più pazienza del Cosmo, si lascia dire di tutto: è in espansione, no, si ritrae, no, figurati, si espande ancora...
[Gaia Conventi *]

Niente ha più pazienza del Cosmo, si lascia dire di tutto: è in espansione, no, si ritrae, no, figurati, si espande ancora… non fosse il Cosmo, si sarebbe già rotto, e pure rotto le scatole. Non bastasse questo tira e molla, nel Cosmo ci siamo solo noi, ma anche no, potremmo essere in tanti, magari gli alieni cercano da anni di dirci qualcosa. Cosa? Beh, non si sa, gli alieni sono sempre più intelligenti di noi, avete mai provate a parlare con un cretino? Ecco, appunto.

Noi, quindi, siamo i cretini del Cosmo, e c’è da sperare allora che siamo soli davvero, così almeno ci evitiamo le critiche cosmiche e facciamo come ci pare.

Sì, nel Cosmo facciamo proprio quello che ci pare, partiamo con le missioni spaziali e poi, stanchi d’andare avanti e indietro, piazziamo una stazione da qualche parte, così passiamo la notte fuori e ci basta avvertire a casa con una telefonata.
La stazione spaziale è un po’ di tutti, di un mucchio di nazioni, così ci spartiamo l’affitto come fanno gli studenti fuori sede. Ovviamente è ancora una stazioncina, un po’ come quella di Codigoro, che poi arrivi in treno a Ferrara e ti pare d’essere in città, poi raggiungi Bologna e ti dici “eh, caspita, questa è una città” e poi scendi a Milano e ti chiedi perché la stazione spaziale è così piccola mentre i milanesi hanno tutto ‘sto spazio per zompettare. Sì, ho capito, metti che il Cosmo sia nella sua fase di contrazione… ma un po’ di posto in più lo si trovava no? Arrivano su i russi e gli tocca dormire in branda, a turni alterni, perché gli americani si beccano sempre gli orari e i posti più comodi. Ma dicevamo del Cosmo, beh, dicevamo… lo diciamo finché dura, per noi, almeno.

E’ stata prorogata la data della fine del mondo, ma immagino lo sappiate, se così non fosse non staremmo nemmeno qui a raccontarcela. Quell’uccello del malaugurio di Harold Camping, uno che per starnazzare sul cataclisma ha aperto una radio, ci ha trapanato gli zebedei per mesi: il 21 maggio finisce il mondo, chi c’è bene, chi non c’è perirà tra fuoco e fiamme senza nemmeno sapere che avrebbe dovuto farsi la messimpiega il giorno prima. Un po’ in stile Titanic, se mi permettete il paragone, lo smoking per affrontare meglio la signora con la falce: siamo tutti uguali davanti a Dio, ma i più eleganti ricevono un mucchio di complimenti. Quindi state tranquilli, possiamo goderci l’estate, la fine del mondo è stata spostata al 21 ottobre, in replica il giorno successivo.

E il Cosmo? Beh, il Cosmo di noi se ne frega, avete mai provato a parlare con un cretino?

* Gaia Conventi è nata a Goro, come Milva, ma diversi anni dopo. Scrive gialli e noir. Nel 2008 si è aggiudicata il segnalibro d’oro a Esperienze in Giallo con ”Una scomoda indagine e un cane fetente” (Ed. Caravaggio). Vincitrice nel 2009 del Gran Giallo Città di Cattolica con “La morte scivola sotto la pelle” (Giallo Mondadori 2993), del premio Passi nel Buio con “La morte in pentola” (Ed. Forme Libere) e, nel 2011, del Premio Internazionale Giallo Italiano. Ora è in libreria con “Cipria Vaniglia”, noir erotico scritto con Maria Silvia Avanzato e vincitore di Eroxè 2011 (Damster Editore) Si occupa di satira letteraria su www.gumwriters.it ed è tra i redattori di “La poesia e lo spirito”.

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