06.2011 – m=E/c2

Comparare un sistema solare ad un atomo, oltre che essere un’idea ambigua, non è neppure originale. Eppure nella mia mente s’insinua come pensiero religioso, quasi escatologico per la portata d’illuminazione sull’essere. Una comparazione che dà un senso alla struttura del creato, così immenso e minuscolo da sembrare impalpabile. E il movimento come unica fonte di certezze, col suo mutamento continuo di potenziali, quell’equilibrio conosciuto di leggi fisiche aggrappate alla gravità istituzionale, che cerca la stabilità in un indice, tendente all’approssimazione, il qual confida sulle affidabilità delle rivoluzioni orbitanti, di enormi ammassi planetari, in una vuota totalità illuminata da un abbaglio.

 

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