[Nuvole d’inchiostro] Martin Mystère a Ferrara

Seconda parte del lungo articolo dedicato alle pubblicazioni del centro Etnografico Ferrarese che hanno per protagonista Martin Mystère

Il Centro Etnografico Ferrarese si trova al numero 40 di via Girolamo Frescobaldi, in quella che fu l’abitazione dell’omonimo compositore (1583-1643). Tipico esempio di architettura civile estense, si apre su una stretta strada acciottolata, sotto lo sguardo benevolo della madonnina racchiusa nell’edicola dell’ex complesso monastico di San Guglielmo. Tra il 1989 ed il 2002 diede alle stampe, curate da Roberto Roda, una serie di pubblicazioni con protagonista Martin Mystère, personaggio creato da Alfredo Castelli.

Nel 1988 cadeva il centenario della linea ferroviaria Suzzarra-Ferrara. L’evento venne celebrato allestendo una mostra e pubblicando un catalogo, l’anno successivo, in cui era inserito il racconto breve di Mystère “Nostra Signora dei Fulmini”. Sarà un punto di svolta sotto diversi aspetti, in quanto per la prima volta un personaggio seriale veniva utilizzato come testimonial di eventi culturali, mentre il paesaggio cessava di essere un semplice sfondo delle avventure a fumetti divenendo protagonista esso stesso: ecco allora i riferimenti storici legati alla ferrovia e le curiosità iconografiche come la cosiddetta “Madonna dei fulmini”, che si può realmente ammirare a Ferrara all’incrocio tra le vie XX Settembre e Ghisiglieri. Ma come nacque la collaborazione tra il C.E.F. e la Sergio Bonelli? E’ necessario fare un passo indietro. Era il 1987 quando la campagna nazionale di studi dedicata alla figura del paladino Orlando confluì nel volume “Sulle orme di Orlando. Leggende e luoghi carolingi in Italia”, curato da Roda ed Anna Imelde Galletti. Elegante nel suo formato quadrato, la corposa pubblicazione documenta ampiamente il folclore italiano legato al Paladino, affrontato in tutte le sue sfaccettature senza trascurarne l’influsso sui linguaggi popolari come il fumetto ed il cinema, e con una piccola ma curiosa voce intitolata “Orlando nella Resistenza”. Questo studio ispirerà il lungo episodio della serie regolare di Martin Mystère intitolato “Roncisvalle” (suddiviso nei numeri 94, 95, 96), mentre il personaggio di Robert Rhodes che successivamente apparirà in numerosi racconti brevi altri non è che l’alter ego di carta ed inchiostro di Roda. Nel 1992 il C.E.F. realizza “I misteri del delta del Po” nelle cui pagine si può leggere “Il ragno d’oro”, illustrata da Alessandrini. Le avventure di Martin Mystère sono vicende verosimili, prodotti di fantasia che si appoggiano a solidi fatti da cui trarre spunto per realizzare una forma di intrattenimento intelligente. Il fumetto assume quindi una funzione didattica, diventa un mezzo per divulgare nozioni storiche ed artistiche stimolando la curiosità del lettore. Straordinariamente ricca di riferimenti al territorio è appunto “il ragno d’oro”, amuleto che è fortunata invenzione narrativa, metafora della ricchezza del territorio deltizio e che trae ispirazione da “Racconti verosimili” di Renato Sitti (1923 – 1992). Nel breve spazio di poche tavole vengono citati gli scavi archeologici nell’antica città etrusca di Spina, il tribunale dell’Inquisizione, effettivamente attivo a Ferrara con sede presso lo scomparso oratorio di Santa Croce, le rivoluzioni architettoniche ed industriali che interessarono la provincia ferrarese nel passaggio tra XIX e XX secolo. Non fossero sufficienti tutte queste nozioni, si trova ancora spazio per accennare all’alluvione del Polesine del 1951 ed alla cerimonia dello sposalizio del fiume (“Bala in Po”), che si tiene a Goro nel giorno dell’Ascensione. Una simile mole di informazioni, che fissate su carta in un tradizionale volume stampato rischierebbe di apparire noiosa ai più, sfruttando il linguaggio del fumetto raggiunge la grande massa con un linguaggio di facile assimilazione. Sarà un vero e proprio boom. Mystère verrà richiesto come testimonial da decine di enti e musei per le più svariate campagne culturali e sociali: ecologiste (“Cielo di Piombo” nel 1997), didattiche (“Miniere e lattine” nel 1992), letterarie (varie edizioni del salone del libro di Torino). Impensabile fino a qualche anno prima che un personaggio di fantasia, addirittura inaudito se proveniente da una serie a fumetti, potesse divenire un marchio sinonimo di qualità culturale.

E così, forte dell’esperienza maturata nel sodalizio con Alfredo Castelli, il C.E.F. varca i confini della provincia di Ferrara per realizzare nel 1993 “I mysteri del vercellese”, pubblicazione che sarà ripresa e rimaneggiata l’anno successivo dando vita a “Come si racconta l’impossibile”, dedicata all’abbazia di Pomposa ed alle coltivazioni di riso del ferrarese. Siamo ancora nel 1994 ed ecco “Il carnevale a fumetti”. Lo schema è quello rodato della storia breve inedita, ambientata a Foiano in questo caso, abbinata ad un dossier che analizza come carnevale e mondo dei comics vadano a braccetto, dove i nuovi personaggi hanno sostituito le Colombine, i Balanzoni e gli Arlecchini della tradizione senza tuttavia snaturare il senso ludico del carnevale. Il fumetto si dimostra quindi uno strumento espressivo complementare ai tradizionali metodi didattici: è in quest’ottica che vanno visti i sperimentali “I misteri di Bondeno” ed il successivo “ILLESROB ELADEPSO”, realizzati in collaborazione con le istituzioni scolastiche del comune di Bondeno ed in cui Mystère ha il ruolo di tutor, guidando gli studenti nel processo di apprendimento. Nel primo si avvicinarono gli alunni della scuola elementare al mondo dell’etnografia, creando un laboratorio che permise loro di lavorare in gruppo analizzando tradizioni e folclore locale, coinvolgendoli successivamente nella realizzazione di una storia a fumetti basata sui risultati della ricerca, affiancati da un illustratore che non necessita presentazioni: Sergio Toppi. ILLESROB introdusse i ragazzi delle scuole medie inferiori al mondo della fotografia, sfruttando le potenzialità dei comics per dar vita ad un riuscito mix di linguaggi, concretizzato in quattro brevi ed originali storie (Le farse, Benvenuti…all’inferno, Illesrob eladepso, Due bravi ragazzi).

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