Crolli, borse, governi, informazioni e rivoluzioni

Oggi, mentre Obama cerca una maggioranza congressuale che voti l’innalzamento del valore, puramente astratto, di sostenibilità del debito pubblico americano (debt ceiling), è fallito lo Stato del Minnesota. Sulla pagina iniziale del sito del quotidiano online più letto degli Stati Uniti, non compare nemmeno la parola “Minnesota” (F3 per credere!).

Nel frattempo in Islanda, il primo stato ad avvertire la crisi sui mutui a settembre 2008, il popolo, con una rivoluzione da manuale del tutto pacifica, ha rifiutato il salvataggio degli squali della finanza, cacciato la vecchia partitocrazia e votato una nuova assemblea costituente per redigere una Magna Charta stile “wiki”. Qualcuno di voi ha mai sentito parlare dell’Islanda recentemente?
La rivoluzione islandese, il cambiamento silenzioso fuori dagli schemi dell’€uro e dei soliti partiti europei, è stato ovviamente taciuto dai nostri amati media (repubblicacorrieresole24oreunitaespressopanoramagiornalelibero), mere voci di partiti, banche e costruttori.
Possiamo guardare all’Islanda qui e prendere esempio.
Rivoluzione islandese/1
Rivoluzione islandese/2
Rivoluzione islandese/3
Rivoluzione islandese/4
Rivoluzione islandese/5

Paolino Paperino Band – Tafferugli

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